Civitavecchia, crocieristi in fuga sul treno in fiamme in galleria


Locomotore di un treno in fiamme in galleria poco dopo Civitavecchia, nel pomeriggio di mercoledì, ha creato il panico tra i crocieristi a bordo : l’incendio per fortuna non ha provocato feriti, solo due contusi nella ressa.

Lo riferiscono i Vigili del Fuoco della Capitale.

Il locomotore non sarebbe delle Ferrovie dello Stato: il convoglio alimentato a diesel è di una compagnia privata che l’ha noleggiato per effettuare il servizio crocieristi dalla stazione di San Pietro a Roma fino a Civitavecchia.

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Rimangono da stabilire le cause, ancora ignote: per il momento l’unico dato certo è che le fiamme si sono sprigionate dalla seconda carrozza di coda, all’interno della galleria La Trincea che collega Civitavecchia al porto.

Il panico è dilagato tra i passeggeri che tuttavia sono stati fatti immediatamente scendere e si son messi in salvo: nella ressa si contano per fortuna solo due contusi che, secondo la Polfer, hanno però rifiutato le cure.

I Vigili del Fuoco son dovuti intervenire con sei squadre e il traffico dei treni in transito è stato ridotto dalle FS che sta valutando l’impatto sulla circolazione ferroviaria.

 

21/08/2014  ore 17.40
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Concordia: al via le ricerche di Russel Rebello


Sono in corso da questa mattina le riunioni operative con le squadre di ricerca che saranno impegnate a individuare l’ultimo disperso della Costa Concordia, il cameriere indiano Russel Rebello.

Le operazioni hanno preso il via stamattina alle 11,15  e si stanno concentrando prima sui ponti 4 e 3, completamente emersi e con più alta possibilità di ritrovamento, per poi proseguire, in caso di esito negativo, sul ponte 2 semi sommerso e sul ponte 1 totalmente sommerso. La volontà dei soccorritori è quella di trovare il corpo di Rebello entro due settimane, prima che parta l’opera di smantellamento.

Concordia: in scafo relitto sommozzatori Gos e speleo Vvf

Le operazioni vedranno impegnati ogni giorno circa 50 uomini, suddivisi in tre o sei squadre. Ci saranno i sommozzatori e gli speleologi dei vigili del fuoco, i subacquei dei carabinieri, della guardia costiera, delle fiamme gialle e della marina militare.

A terra è stato organizzato un presidio permanente del 118 con un medico e un infermiere. In acqua ci saranno altri operatori pronti a soccorrere i ricercatori qualora dovessero cadere in mare.

Kevin Rebello, il fratello dell’unico disperso Russel, era a Genova ieri pomeriggio, una visita a sorpresa, un incontro «per capire cosa faranno» sul relitto della Costa Concordia «Un giorno solo, ma tornerò presto per seguire le operazioni di ricerca di mio fratello Russel» riferisce Kevin «Tutto quello che vorrei – ha dichiarato al Secolo XIX il fratello – è portare la salma a Mumbai, la città dove è nato e dove vivono i nostri genitori. Loro non sono mai venuti in Italia».

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Peraltro proprio ieri Kevin ha ricevuto una telefonata di pochi minuti dall’ex comandante della nave da crociera Francesco Schettino. «È stato molto cordiale, ha voluto sapere come si svolgeranno le ricerche di mio fratello sul relitto. Schettino era molto affezionato a Russel, avevano lavorato insieme su due navi Costa. Mi ha chiesto di tenerlo informato», ha detto Kevin che già la settimana scorsa aveva ricevuto un messaggio telefonico da Schettino.

Secondo tutti i dati raccolti, il cadavere del cuoco indiano si dovrebbe trovare proprio lì al cosiddetto Ponte Belgio, non molto lontano dal punto in cui è stata recuperata la salma della passeggera Maria Grazia Trecarichi: «Abbiamo motivo di pensare che queste due persone si trovassero molto vicine nelle fasi finali del disastro» dice Sergio Artemalle, un sommozzatore dei vigili del fuoco che è già sceso in quella zona della nave.

Russel, al momento dell’impatto sugli scogli, aveva seguito le indicazioni del piano di evacuazione della compagnia e dal ponte 4 era sceso al 3 per raggiungere, verso poppa, un punto di raccolta .

«Faremo tutto il possibile per dare degna sepoltura a Russel Rebello e non trascureremo nulla», ha detto ancora Artemalle.

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L’ammiraglio Vincenzo Melone, comandante della guardia costiera genovese, aveva spiegato: «Saranno ispezionati i ponti 3 e 4 per appurare l’integrità strutturale ed eventuali problemi in modo da avere al più presto un quadro della situazione e mettere a punto un piano operativo. Le ricerche dovranno svolgersi in piena sicurezza. Va detto che le zone in questione sono difficili da controllare per via degli spazi stretti e angusti e della presenza di detriti e altri materiali. Si procederà con tutte le cautele del caso».

Le prime squadre impiegate saranno quelle del nucleo Speleo alpino fluviale (Saf) dei vigili del fuoco: «È necessario e indispensabile muoversi con strumenti adeguati, come funi e imbragature» ha dettagliato il comandante Ruggiero. «Dopo tutti questi mesi abbiamo un quadro chiaro della situazione e di quello che è stato fatto finora. Partiremo esattamente dal punto in cui le ricerche si sono interrotte quando la nave era ancora al Giglio». I sommozzatori entreranno in gioco non appena l’area sarà dichiarata sicura: «I ponti 1 e 2 sono ancora sommersi, ma saranno esplorati solo dopo aver completato la bonifica dei livelli superiori».

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L’intervento, in ogni caso, non si fermerà, nemmeno quando aprirà il cantiere per losmantellamento della Concordia: «Abbiamo individuato una scansione temporale di massima – dice l’ammiraglio Meloni – La prima fase delle operazioni durerà 15 giorni. Se entro questo lasso di tempo il corpo del disperso non sarà trovato, metteremo a punto un nuovo piano operativo per coordinarci con le attività di demolizione, che dovrebbero partire intorno alla metà di agosto». Kevin Rebello domani seguirà le operazioni da Milano, ma potrebbe tornare a Genova nei prossimi giorni: «Mi hanno assicurato che verrò costantemente tenuto aggiornato e sono pronto a partire in qualsiasi momento».

 

Fonti e Photocredit: Ansa, Il Secolo XIX

05/08/2014  ore 14.40

Concordia: immersione choc per i Vigili del Fuoco


Hanno trovato migliaia di anguille i vigili del fuoco che si sono calati fin dentro l’anima della Concordia, dove l’acqua traccia ancora il confine tra il relitto perduto e quello recuperato.

«Inquietanti» le ha descritte il funzionario Augusto Russo. E foriere di brutti pensieri e presagi.

Perchè laggiù c’è il corpo di Russel Terence Rebello da recuperare, a due anni e mezzo dal naufragio, e ci si chiede se si riuscirà a trovare ancora qualcosa.

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I pesci hanno divorato tutto, persino le fibre delle gomene e dei cordami, dei tessuti, dei cibi fuoriusciti dai depositi e dai frigoriferi, anche se centinaia di questi ultimi restano ancora da aprire, specialmente all’interno delle cabine: è lì che potrebbero nascondersi rischi batteriologici.

Contro questa eventualità già ieri i vigili si sono calati nei ponti con una tuta specialissima, adatta a fronteggiare persino le radiazioni nucleari.

«C’è melma ovunque. E porte abbattute, soffitti sventrati, oggetti accatastati e decomposti» riepiloga il vicecomandante Emanuele Gissi «Ci sarà molto da lavorare. Oggi abbiamo fatto una prima pianificazione».

Due squadre, una di otto e l’altra di quattro uomini, si sono alternate sulla nave.

La prima è scesa ai ponti tre e due, che non sono stati ispezionati dopo il rigalleggiamento, e quello che appare è un disastro.

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Il ponte due è ancora semisommerso e, soprattutto, coperto da un metro di fango: c’erano le cabine più economiche per i passeggeri, le mense per il personale di bordo, il piano di carico delle derrate alimentari.

Più in basso, dove nella numerazione subentrano le lettere (a, b, c) la Concordia aveva il suo cuore nascosto, la sala macchine e gli alloggi dell’equipaggio. Lì dovranno intervenire i sommozzatori.

In coperta continueranno invece a lavorare i tecnici della Micoperi, ancora per qualche giorno, che lasceranno la nave pronta per lo stripping, cioè la spoliazione di tutto ciò che non è metallo (arredi, vetro, decorazioni, bottiglie, strumenti nautici eccetera), fra un paio di settimane: sarà affidato ai portuali della Compagnia Unica.

«Bisognerà stare attenti» avverte l’ingegner Francesco Filippone, anch’egli dei vigili del fuoco «perché i ponti sono estremamente scivolosi e insicuri».

Il lavoro della messa in sicurezza, che dovrebbe cominciare martedì, prevede un cantiere operativo nei ponti superiori e un cantiere cosiddetto di soccorso – si cerca un corpo – in quelli inferiori.

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«L’acqua» spiega Gissi «ha devastato la struttura. Se pensiamo che un metro cubo equivale a una tonnellata, e pensiamo a quante tonnellate si sono mosse all’interno della nave durante il raddrizzamento, possiamo intuire facilmente quale sia la situazione, anche nelle parti che non abbiamo ancora visto».

L’impressione generale, nei vigili del fuoco, ha suscitato «tanta tristezza. Ci sono angoli che ancora richiamano la gioia di vivere e il divertimento, e altri completamente devastati. Chi ha visto il film Titanic può rendersi conto».

Fonte: The MediTelegraph

31/07/2014  ore 11.10
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Concordia: sopralluogo per le ricerche di Russel Rebello


Erano da poco passate le 10,30  quando i sommozzatori di carabinieri e vigili del fuoco, hanno iniziato il sopralluogo sul relitto della Concordia: detto sopralluogo è propedeutico alla ricerca del corpo di Russel Rebello, l’ultima vittima del naufragio della Concordia.

Si cercano innanzitutto i varchi che possano consentire di entrare nel relitto a partire dai ponti 3 e 4: una volta individuati e soprattutto messi in sicurezza, si potrà dare l’avvio alla ricerca; le operazioni sono coordinate dalla Capitaneria di porto.

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Le ricerche invece sono coordinate dal comandante provinciale dei vigili del fuoco Raffaele Ruggiero, che spiega che si svolgeranno in due fasi. La prima durerà 15 giorni, e si concentrerà sui ponti 3 e 4, prima immersi e ora riaffiorati.

Si pensa infatti di riuscire a trovare il corpo al ponte 3, non distante dal punto dove è stata trovata l’ultima dispersa.

In caso di ricerca infruttuosa al ponte 3, si dovrebbe procedere ad esplorare, con l’ausilio dei sommozzatori, il ponte 2 che risulta però ancora sommerso, ed in questo caso le operazioni dovrebbero coordinarsi con quelle di smantellamento della nave.

«Il nostro obiettivo è quello di intervenire dove non è stata fatta l’ispezione – ha detto l’ammiraglio Melone al termine della riunione –  Fatto il sopralluogo ci incontreremo di nuovo per fare un piano di intervento specifico».

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Le squadre che parteciperanno alle ricerche dentro il relitto saranno:

  • vigili del fuoco, con il loro nucleo Saf (Speleo alpino fluviale), in grado di operare in scenari critici
  • nuclei sommozzatori della Guardia Costiera*
  • nucleo sommozzatori dei Carabinieri*
  • nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza*
  • gruppo operativo subacquei del Comsubin della Marina militare.

*questi ultimi tre hanno operato al Giglio per la ricerca dei corpi dentro la nave inclinata in mare

30/07/2014  ore 12.30
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Costa Concordia: riprese al Giglio le ricerche dell’ultimo disperso


Si riprende all’Isola del Giglio la ricerca dell’ultimo corpo mancante all’appello, quello di Russel Rebello, il cameriere indiano disperso nel naufragio della Costa Concordia.

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Al lavoro da questa mattina alle otto i sommozzatori dei vigili del fuoco e della guardia costiera, coordinati dal comandante Ennio Aquilino, che sono tornati ad immergersi nell’area di cantiere dove era adagiato il relitto della Concordia.

Saranno due squadre, una composta da 3 coppie di vigili del fuoco e una invece di due coppie della guardia costiera, ad alternarsi nell’esplorazione delle 5 aree di lavoro, immergendosi fino a 30 metri.

Due aree saranno ispezionate vicino agli speroni di granito che sorreggevano la nave, un’area immediatamente prima e una dopo.

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Purtroppo le speranze di ritrovare il corpo di Rebello sono ridotte al lumicino: son passati trenta mesi dal naufragio e in mezzo ci sono state le operazioni di rotazione e rimozione della nave, ma nonostante tutto i sommozzatori perlustreranno l’intero fondale con immersioni della durata di un’ora ciascuna.

Se non si dovesse trovarne il corpo nelle acque del Giglio, l’unica “speranza” rimarrebbe quella che sia rimasto in una zona non esplorata, per vari motivi, della nave ed in questo caso ci si aggrapperebbe ad un eventuale ritrovamento in fase di “smontaggio” della nave.

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Russel Rebello è l’unica delle 32 vittime che ancora manca all’appello.

 

25/07/2014  ore 11.00
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