Venezia-Grandi Navi: Goletta Verde contro la soluzione del Comitatone


Continua la telenovela Grandi Navi a Venezia, con le parti in contrapposizione che ogni giorno escono con comunicati o azioni pro o contro.

La sensazione generale è che la soluzione sia ben lontana ad accontentare questa o quella parte e anche la soluzione trovata a livello ministeriale dal cosidetto Comitatone non accontenta affatto le diverse parti.

Legambiente ha issato “Bandiera nera” contro Comitatone per quella che definiscono la “falsa soluzione” al problema Grandi Navi a Venezia.

I progetti alternativi ci sono e sono stati già stati accolti dai cittadini” ha ribadito Goletta Verde.

Legambiente

 

Photocredit: Ansa

In piazza San Marco i volontari di Legambiente hanno issato 100 segnali di divieto d’accesso, riproponendo slogan di protesta contro il passaggio delle Grandi Navi ed inscenando un flashmob, accompagnato da uno striscione con su scritto “Che vergogna”.

 

11/08/2014  ore 14.50
“Articolo di Crazy Cruises in riproduzione riservata” protetto da licenza Creative Commons International: Devi attribuire adeguatamente la paternità sul materiale, fornire un link e indicare se sono state effettuate modifiche.”

Venezia: Grandi Navi via da S.Marco


Il Comitatone gioca la carta del canale Contorta-Sant’Angelo per risolvere il problema delle Grandi Navi da crociera che sfilano davanti a Piazza San Marco.

E’ quanto stabilito al termine della riunione interministeriale.

Caldeggiata dall’autorità portuale e osteggiata viceversa dall’ex sindaco Giorgio Orsoni e dagli ambientalisti, la soluzione di far seguire agli ‘alberghi del mare‘ il tracciato acqueo del canale Contorta, ottiene il primo via libera con la procedura di impatto ambientale, che avrà un tempo certo di 90 giorni.

Cartina canale Contorta-Sant'angelo per grandi navi a Venezia

Il progetto – assicura il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi – ha le caratteristiche per essere completato entro il primo gennaio 2015“.

Per vedere invece la fine della realizzazione dell’opera ci vorrà almeno un anno e mezzo.

C’è stata unanimità sul fatto che le grandi navi – sintetizza il governatore veneto Luca Zaia – debbano uscire dal bacino di San Marco e dal canale della Giudecca. Rispetto a questo i tempi sono quelli della burocrazia“.

Se il canale Contorta rappresenta il futuro della crocieristica a Venezia, il presente, dice Lupi, non può che vedere le grandi navi comunque off limits dal bacino, come già avviene ora, sia pure parzialmente, grazie all’accordo volontario tra le compagnie di navigazione per il rispetto del contingentamento del traffico davanti a San Marco.

Ci sarà un decreto interministeriale – annuncia il ministro – che regolamenterà l’accesso nel canale tradizionale nella Giudecca alle grandi navi e al turismo da crociera impedendo sin da subito, il primo gennaio 2015, il passaggio delle grandi navi davanti a San Marco“.

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L’Ansa riferisce che proprio questo nodo ha visto fronteggiarsi al tavolo di Palazzo Chigi, con toni a tratti vicini alla rottura, il ministro dei beni culturali Dario Franceschini e il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa.

Di fronte all’idea dell’ex ministro dei lavori pubblici di delegare a una sorta di gentlemen’s agreement fra le compagnie le limitazioni ai passaggi a San Marco sino a tutto il 2015, Franceschini ha preteso che la questione si traducesse invece in un decreto ministeriale in grado di dettare regole precise.

Minacciando in caso contrario, come già scritto in una lettera indirizzata anche al premier Renzi, di porre il vincolo del suo ministero sul bacino di Piazza San Marco.

Alle critiche degli ambientalisti piovute da tempo sul progetto del Contorta, in relazione soprattutto alla sua larghezza, ritenuta non compatibile con la stazza delle navi da crociera, il ministro Gian Luca Galletti replica ponendo ‘paletti’ precisi.

Sottoporremo il programma Contorta a una serissima via – assicura – che dal punto di vista scientifico dovrà dirci quali effetti positivi o negativi possano esserci sull’ecosistema“.

In ogni caso il Comitatone ha scelto di lasciare la strada aperta anche a ipotesi diverse.

Non escludiamo di poter sottoporre a eguale e rigorosa valutazione – afferma il titolare del ministero dell’ambiente – anche altri progetti che dovessero arrivare“.

 

09/08/2014  ore 13.40
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Venezia, Grandi navi: il Comitatone sceglie lo scavo del canale Contorta


Il Comitatone per la salvaguardia di Venezia è arrivato finalmente ad una decisione sull’annoso problema del traffico delle Grandi Navi  nella città lagunare e ha scelto come soluzione lo scavo del Canale Contorta. Il progetto dovrà essere preceduto da Valutazione di impatto ambientale e dovrà essere realizzato in 18 mesi. Una decisione presa intorno alle ore 12 di stamattina, durante la riunione nella sala Verde di palazzo Chigi:  presenti al tavolo i ministri dei Trasporti, dell’Ambiente e dei Beni Culturali, oltre, ovviamente, a rappresentanti degli enti locali, Regione, Provincia e comuni lagunari,  all’Autorità portuale e al Magistrato alle Acque.

Photocredit: gazzettino.it/NORDEST/VENEZIA
La Valutazione di impatto ambientale  dovrà arrivare entro tre mesi e il progetto poi dovrà essere concluso in un anno e mezzo.
Questa soluzione dovrebbe evitare i passaggi davanti a San Marco.
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Photocredit: gazzettino.it/NORDEST/VENEZIA

Il presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, a margine della riunione spiega che «Il solo progetto capace di allontanare le navi da San Marco mantenendo l’eccellenza crocieristica veneziana è il canale Contorta-Sant’Angelo su cui si avvia da domani la procedura di Via, immaginando poi di poterlo realizzare in 18 mesi».

08/08/2014  ore 16.40
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Venezia: pronto ricorso a Commissione Europea per grandi navi


Ennesimo capitolo della vicenda grandi navi a Venezia.

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L’associazione Ambiente Venezia e il Comitato «No Grandi navi – Laguna bene comune», in una lettera indirizzata al premier Matteo Renzi, hanno reso noto che se il governo dovesse optare, riguardo alle grandi navi in laguna, per le soluzioni del canale Contorta-Sant’Angelo, o di quello dietro la Giudecca o del canale Vittorio Emanuele, come via alternativa al passaggio in bacino San Marco, inoltreranno alla Commissione della Comunità europea – Direzione generale ambiente «richiesta di avvio di procedura di infrazione a carico della Repubblica italiana in violazione delle direttive acque 2000/60/Cee e successive integrazioni».

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Intanto scoppia il caso del parere segreto. Il senatore del Pd Felice Casson NE ha chiesto conto al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi con un’interrogazione parlamentare e parla apertamente di «parere occultato» e attacca «Non è possibile che i ministri di Ambiente e Infrastrutture non ne sapessero nulla, ora si capisce perché avevano fretta».

Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale, invece sostiene che «si tratta di un pre-giudizio formulato prima che il progetto fosse trasmesso nella sua forma definitiva lo scorso marzo – replica – Io non ne ero a conoscenza, vedo invece che Casson che parla molto di trasparenza ha accesso a documenti interni al ministero».

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Intanto emerge che «dal punto di vista ambientale e idraulico la soluzione attraverso il Canale Vittorio Emanuele III appare quella meno impattante per la laguna».

D’altra parte prevede un intervento minimo di scavo rispetto a quel Contorta che porterebbe a rimuovere 8,3 milioni di metri cubi di sedimenti lungo circa 5 chilometri di tragitto, per portarlo da una profondità di 1,5 a 10,5 metri.

Per i commissari il problema però è un altro. «I tempi previsti per la realizzazione del Contorta sono stimati in circa 4 anni – scrivono – ne consegue che questo progetto si configura come soluzione a lungo termine (…) Un aggravio non sostenibile per gli habitat dell’area lagunare interessata». Si tratta dunque di un ipotesi ben diversa dall’anno di cui ha sempre parlato Costa.

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«Spero che da questo pregiudizio non discendano dei preconcetti – dice il presidente dell’Autorità – abbiamo dimostrato anche che i sedimenti sono puliti». E quanto al Vittorio Emanuele, Costa dice che lunedì, alla riunione tecnica convocata a Roma con tutti i membri del Comitatone, spiegherà per filo e per segno perché l’ipotesi del Vittorio Emanuele sia impraticabile.

Il sindaco Giorgio Orsoni  parla di parole molto gravi delle quali «Costa si assumerà la responsabilità di mettersi di traverso all’unica soluzione possibile per salvare la Marittima».

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Venerdì intanto era il «grande giorno» del Tar, tanto che il Comitatone aveva deciso di riaggiornarsi a fine maggio anche alla luce delle decisioni dei giudici amministrativi: e invece, alla fine dell’udienza, si è deciso di fare il contrario, rinviando al 25 giugno in attesa del Comitatone. Che peraltro, così ha detto l’avvocato dello Stato Stefano Maria Ceriello, sarebbe stato già fissato per il prossimo 29 maggio, data di cui però nessuno ha avuto ancora l’ufficialità.

VENEZIA:'NO GRANDI NAVI',SERVE 'RIVOLUZIONE' MODELLO CROCIERE

Un altro modo per ribadire se ancora non fosse abbastanza chiaro, che la questione è prima di tutto una questione politica, poi una questione che riguardi la magistratura.

Intanto il tempo passa senza nessuna notizia e decisione certa, mentre le compagnie già pensano ad itinerari alternativi a Venezia.

Fonte: corrieredelveneto

11/05/2014  ore 22.30

Le prime grandi navi lasciano Venezia: “Il Governo si muova”


Cosa chiedono le associazioni di categoria al governo sulla questione grandi navi a Venezia??
Semplice: che si faccia al più presto chiarezza, per sgombrare i dubbi e “calmare” le Compagnie di crociera.

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Nell’ennesimo documento di Confindustria Venezia, Confartigianato Venezia, CNA Venezia, Confcommercio Venezia, Confesercenti Venezia, Coldiretti Venezia, CGIL Venezia, CISL Venezia, UIL Venezia, Camera di Commercio I.A.A. di Venezia, Venezia Terminal Passeggeri SpA e Autorità Portuale di Venezia, che mercoledì si sono riunite, si esprime una forte preoccupazione per l’indecisione del governo in merito alla via alternativa per giungere alla Marittima.

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Una decisione – si legge nel documento – attesa da oltre due anni e più volte discussa in occasioni formali e informali, ma che ancora si sta facendo attendere“.

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Una mancata presa di posizione del Governo, o ulteriori ritardi nella decisione definitiva, avrebbero la sola conseguenza di offrire una soluzione automatica al problema: le navi abbandonerebbero Venezia che perderebbe così l’intero comparto crocieristico e, con esso, l’economia e l’occupazione correlata a beneficio di altri porti, non italiani – si continua nella missiva – Alla notizia che dalla stagione 2015, alcune navi (13 toccate per circa 100mila passeggeri) hanno già autonomamente deciso di spostare l’Home Port da Venezia ad Atene e Istanbul, le categorie confermano l’urgenza di una immediata e corretta comparazione delle vie navigabili alternative e praticabili attraverso l’iter indicato lo scorso 5 novembre 2013: incardinare in una procedura di valutazione di impatto ambientale nei tempi previsti dalla Legge Obiettivo un progetto preliminare di una nuova via di accesso alla stazione di Marittima.

Procedura che garantisce tempi certi e la corretta comparazione delle ipotesi alternative in modo che la decisione finale sia presa sulla base di elementi tecnici e non dietro la spinta di sentimentalismi, o peggio, di pressioni politiche”.

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La soluzione caldeggiata dal sindaco Giorgio Orsoni, viene ribadito, non è praticabile: “Il progetto di adeguamento del canale Vittorio Emanuele III, soluzione che presenta limiti tecnici di navigabilità non ovviabili nell’immediato e che quindi viene vissuto come un mero preludio, o escamotage, al trasferimento della crocieristica a Marghera a detrimento del traffico commerciale, delle aziende che vi risiedono e dell’occupazione dell’intera area non può essere la soluzione – si dichiara – Il tempo stringe.
Fate presto perché il 30 giugno è la data ultima che le compagnie di crociera possono attendere prima di decidere autonomamente di abbandonare Venezia dal 2016, cancellando uno dei settori più vitali dell’economia veneziana e nazionale
“.


Fonte : VeneziaToday, Ansa

07/05/2014 ore 23.00
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