Costa Crociere lascia Venezia, persi 200mila passeggeri


I primi effetti delle limitazioni al passaggio delle grandi navi da crociera a San Marco, a Venezia, si fanno sentire, con la ‘fuga’ di Costa verso Trieste e la perdita, in laguna, di 200mila passeggeri solo con questa compagnia.

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Il dato, nella sua crudezza, lo riferisce Sandro Trevisanato, presidente del Venezia terminal passeggeri (Vtp) che indica nelle lungaggini della politica “che ancora non ha preso una decisione – sottolinea – su come risolvere la questione” come il maggiore imputato nella vicenda assieme “a quei detrattori del porto – prosegue – che con le loro manifestazioni di protesta hanno inciso sulla nostra immagine“.

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Costa – nell’accordo firmato dal suo Ad Michael Thamm con la Governatrice Debora Serracchiani e confermato dalla stessa compagnia – porterà a Trieste la Costa Mediterranea (85.700 tonnellate e 2.680 passeggeri) e su altre rotte e scali la Costa Fascinosa (114.500 tonnellate per 3.800 passeggeri) e la Magica (102.600 tonnellate e 3.470 passeggeri) già dal prossimo anno.

Lasciando, come dice Vtp , le ‘briciole’ a Venezia con la Celebration (47mila tonnellate e 1896 passeggeri), la Deliziosa (92.600 tonnellate e 2.862 passeggeri) e la NeoClassica (53mila tonnellate e 1.680) passeggeri; di fatto dimezzando l’accoglienza dello scalo lagunare.

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Abbiamo lavorato anni – ricorda Trevisanato – per diventare il primo scalo crocieristico del mediterraneo, dall’anno prossimo non lo saremo più e cederemo lo scettro a Barcellona“.

Il Governo al quale abbiamo scritto più volte – conclude amaro – aveva detto che in primavera ci sarebbero state le decisioni attese con una scadenza incombente, quella di maggio, in cui le società crocieristiche chiudono la programmazione. Bene i ritardi su ritardi hanno portato a questo e per il momento abbiamo perso solo Costa tra i maggiori clienti, chissà cosa faranno gli altri“.

 

08/07/2014  ore 22.00

 

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Grandi navi a Venezia : il Tar rinvia ancora la decisione


E’ stata rinviata al 1° ottobre la decisione del Tar del Veneto in merito alla limitazione del passaggio delle grandi navi da crociera nel bacino di San Marco.

Causa del rinvio il mancato accordo tra le parti.

Tutto ciò è principalmente dovuto al fatto che il Comitato che deve decidere quali vie alternative possano percorrere le grandi navi da crociera, non si sia riunito e ciò ha portato ad uno stallo e alla conseguente impossibilità di procedere.

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Ovviamente il rinvio ormai a settembre dell’intera questione non è andato giù agli operatori del Venezia Terminal Passeggeri e a quelli del Porto lagunare, che hanno così commentato la vicenda: “L’ulteriore rinvio a ottobre del Tar e l’interminabile attesa condannano la città e il porto crociere alla incertezza nei confronti delle compagnie e rischiano di farci fare una pessima figura davanti all’opinione pubblica mondiale” *

VENEZIA: NO GRANDI NAVI,CORTEO ACQUEO E PROTESTA A SAN MARCO

La conseguenza di questo rinvio permette, per la stagione 2016, che le navi da crociera possano entrare senza limitazioni lungo l’attuale percorso fino alla Marittima.

In sostanza, per il momento, nessun cambiamento.

 

28/06/2014  ore 15.30  
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Venezia: pronto ricorso a Commissione Europea per grandi navi


Ennesimo capitolo della vicenda grandi navi a Venezia.

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L’associazione Ambiente Venezia e il Comitato «No Grandi navi – Laguna bene comune», in una lettera indirizzata al premier Matteo Renzi, hanno reso noto che se il governo dovesse optare, riguardo alle grandi navi in laguna, per le soluzioni del canale Contorta-Sant’Angelo, o di quello dietro la Giudecca o del canale Vittorio Emanuele, come via alternativa al passaggio in bacino San Marco, inoltreranno alla Commissione della Comunità europea – Direzione generale ambiente «richiesta di avvio di procedura di infrazione a carico della Repubblica italiana in violazione delle direttive acque 2000/60/Cee e successive integrazioni».

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Intanto scoppia il caso del parere segreto. Il senatore del Pd Felice Casson NE ha chiesto conto al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi con un’interrogazione parlamentare e parla apertamente di «parere occultato» e attacca «Non è possibile che i ministri di Ambiente e Infrastrutture non ne sapessero nulla, ora si capisce perché avevano fretta».

Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale, invece sostiene che «si tratta di un pre-giudizio formulato prima che il progetto fosse trasmesso nella sua forma definitiva lo scorso marzo – replica – Io non ne ero a conoscenza, vedo invece che Casson che parla molto di trasparenza ha accesso a documenti interni al ministero».

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Intanto emerge che «dal punto di vista ambientale e idraulico la soluzione attraverso il Canale Vittorio Emanuele III appare quella meno impattante per la laguna».

D’altra parte prevede un intervento minimo di scavo rispetto a quel Contorta che porterebbe a rimuovere 8,3 milioni di metri cubi di sedimenti lungo circa 5 chilometri di tragitto, per portarlo da una profondità di 1,5 a 10,5 metri.

Per i commissari il problema però è un altro. «I tempi previsti per la realizzazione del Contorta sono stimati in circa 4 anni – scrivono – ne consegue che questo progetto si configura come soluzione a lungo termine (…) Un aggravio non sostenibile per gli habitat dell’area lagunare interessata». Si tratta dunque di un ipotesi ben diversa dall’anno di cui ha sempre parlato Costa.

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«Spero che da questo pregiudizio non discendano dei preconcetti – dice il presidente dell’Autorità – abbiamo dimostrato anche che i sedimenti sono puliti». E quanto al Vittorio Emanuele, Costa dice che lunedì, alla riunione tecnica convocata a Roma con tutti i membri del Comitatone, spiegherà per filo e per segno perché l’ipotesi del Vittorio Emanuele sia impraticabile.

Il sindaco Giorgio Orsoni  parla di parole molto gravi delle quali «Costa si assumerà la responsabilità di mettersi di traverso all’unica soluzione possibile per salvare la Marittima».

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Venerdì intanto era il «grande giorno» del Tar, tanto che il Comitatone aveva deciso di riaggiornarsi a fine maggio anche alla luce delle decisioni dei giudici amministrativi: e invece, alla fine dell’udienza, si è deciso di fare il contrario, rinviando al 25 giugno in attesa del Comitatone. Che peraltro, così ha detto l’avvocato dello Stato Stefano Maria Ceriello, sarebbe stato già fissato per il prossimo 29 maggio, data di cui però nessuno ha avuto ancora l’ufficialità.

VENEZIA:'NO GRANDI NAVI',SERVE 'RIVOLUZIONE' MODELLO CROCIERE

Un altro modo per ribadire se ancora non fosse abbastanza chiaro, che la questione è prima di tutto una questione politica, poi una questione che riguardi la magistratura.

Intanto il tempo passa senza nessuna notizia e decisione certa, mentre le compagnie già pensano ad itinerari alternativi a Venezia.

Fonte: corrieredelveneto

11/05/2014  ore 22.30