Costa Concordia: anticipo sulla tabella di marcia, costretti a rallentare


La Concordia ha percorso in poco più di 48 ore oltre 100 delle 180 miglia che separano l’Isola del Giglio da Genova, entrando nelle acque del Mar Ligure in netto anticipo sulla tabella di marcia.

Secondo le ultime info riferite dai media sarà impossibile a quanto pare giungere in porto domani e per questo motivo è stato ordinato ai piloti dei rimorchiatori di rallentare la corsa che ha portato la Concordia già in vista delle coste ligure, in grandissimo anticipo sulla tabella di marcia.

Il tutto perché arrivare domani e manovrare praticamente al buio è pericoloso e oltretutto si creerebbero problemi con il traffico in entrata ed in uscita.

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Per entrare in porto si sono stimati infatti tempi di manovra tra le 6 e le 8 ore, troppo pericoloso svolgere queste ultime di notte.

Intanto la navigazione prosegue in acque super tranquille come dimostrano le foto e i video dei media che seguono il convoglio, con tanto di spettacolo della natura offerto dai delfini che saltano intorno alla nave e ai branchi di tonni che schizzano fuori dall’acqua quasi a voler salutare il relitto.

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Vengono resi noti intanto alcuni particolari del giorno dell’arrivo a Genova: per esempio è stata confermata la presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

A confermarlo, al termine di un vertice, il vice prefetto reggente, Paolo D’Attilio.

Il presidente del Consiglio Renzi sarà presente in banchina al Vte quando la Concordia avra’ concluso le manovre di attracco. Il suo arrivo e’ previsto nel pomeriggio“, ha spiegato D’Attilio.

Intanto gli esperti che si trovano a bordo del pattugliatore della Capitaneria di Porto “Diciotti”, che segue la Concordia nel suo viaggio, non risultano versate quantità sensibili di idrocarburi.

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Al Giglio invece si sono concluse le ricerche del disperso Russel Rebello, l’ultimo delle 32 vittime del naufragio della Costa Concordia.

A questo punto non resta che attendere l’ispezione del relitto quando verrà portato in galleggiamento nel bacino di Genova.

Le cinque squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco e della guardia costiera hanno ispezionato per otto ore la porzione di fondale dove prima era adagiato il relitto che fino ad oggi era inaccessibile.

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Il Ministro Lupi ma anche il Ministro Galletti commentano così la giornata.

La Concordia incagliata all’Isola del Giglio era il simbolo nel mondo di ciò che non si deve fare. Oggi, pur non dimenticando la tragedia e i morti, è l’immagine dell’Italia che si rialza” afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Con l’arrivo domenica della Concordia e oggi con la visita ai cantieri avviati per il Terzo Valico ferroviario, Genova – ha proseguito Lupi – dimostra quanto l’Italia può fare”.

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Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti invece si toglie un sassolino dalle scarpe, riguardo al polverone, dimostratosi tale, sollevato dai francesi e dal suo Ministro Royal: “Restando in acque italiane la Concordia ha superato la Corsica. Ed è andato tutto bene. L’avevamo detto a Segolene Royal di dormire serena” ha scritto su twitter. 

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Photocredit: Ansa

25/07/2014  ore 21.45
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Costa Concordia: Sloane “Nave pronta al tramonto, domani si parte”


Al Giglio il tempo non è dei migliori: fa freddo e all’alba un temporale si è abbattuto sull’Isola, seguito da nuvole basse, anche se in questo momento la situazione è in miglioramento come si vede dalla foto di poco fa.

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Ma ciò non ha fermato il lavoro a bordo come conferma Nick Sloane al porto, prima di raggiungere la control room sul relitto “La nave sarà pronta a partire al tramonto. È tutto a posto, nel primo pomeriggio dovremmo riuscire ad assicurare il cassone S14, quindi oggi la nave dovrebbe essere pronta, in modo da poterla far partire domattina“.

Costa Concordia: è ufficiale, partenza mercoledì


AGGIORNAMENTO DELLE 17:15

Lo spostamento del relitto della Costa Concordia è ufficialmente rinviato.

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L’ultimo viaggio della nave è ora previsto per mercoledì, a causa del rallentamento delle operazioni di rigalleggiamento.

La decisione, ha spiegato il capo della protezione civile Franco Gabrielli, in seguito a “una valutazione prudenziale“.

Nessun problema meteo in quanto in caso di maltempo la Concordia viaggerà vicino alla costa.

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Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, spiega “monitoreremo ora per ora gli sversamenti e, nelle 152 miglia dal Giglio a Genova, la Concordia sarà preceduta da una nave che vigilerà sulla sicurezza ambientale“.

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Siamo certi di arrivare a Genova domenica” assicura invece l’ad di Costa, Michael Thamm, durante una conferenza stampa all’isola del Giglio.

21/07/2014  ore 17.25
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Costa Concordia: la Francia attacca: «Chiediamo garanzie sulla salvaguardia ambientale»


Mentre la tabella di marcia registra 12 ore di ritardo per la prima volta da quando è partita l’operazione di rigalleggiamento di Costa Concordia all’Isola del Giglio, scoppia l’ennesima polemica, che stavolta rischia di diventare un caso internazionale: la Francia chiede garanzie all’Italia e definisce «inaccettabili le incertezze sulla rotta», che dovrebbe sfiorare la Corsica, circa 30 km in acque internazionali.

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Sègolène Royal, il ministro dell’Ambiente, rispondendo al sindaco di Bastia, Gilles Simoni, che mostrava le sue preoccupazioni, è andata giù pesante e ha annunciato di aver chiesto al prefetto marittimo del Mediterraneo e al ministro della Difesa di adottare tutte le precauzioni necessarie.

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Queste le richieste del ministro francese, perentorie e senza appello per il Ministro:

  • fornire una prova scritta e incontestabile del pompaggio completo degli idrocarburi dai serbatoi della Concordia;
  • fornire la prova di assenza di rischi legati ad altre sostanze pericolose ;
  • comunicare l’itinerario preciso del convoglio.

«Circolano molteplici informazioni sulla prossimità del passaggio al largo di Capo Corsica – scrive la Royal – auspico avere l’informazione esatta, visto che questa incertezza è inaccettabile».

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Il titolare dell’Ambiente d’Oltralpe ha disposto che una nave francese antinquinamento accompagni il convoglio della Concordia per tutto il tratto di mare in prossimità della Corsica e, rivolgendosi direttamente al ministro Gian Luca Galletti, ha concluso: «Fin quando le prove di cui ho parlato non mi saranno comunicate, autorizzare la partenza del Costa Concordia non mi pare pensabile. Sono sicura che il ministro sarà altrettanto attento nel preservare le coste francesi e le coste italiane da un inaccettabile oltraggio all’ambiente».

Replica immediata di Galletti. «Come ho avuto modo di spiegare di persona al ministro Royal, le prescrizioni del ministero dell’Ambiente sono stringenti e inflessibili. I controlli costanti e rigorosi. La sicurezza ambientale del Tirreno sta a cuore prima di tutto all’Italia che per quella tragedia ha già pagato un prezzo altissimo».

17/07/2014  ore 11.45
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Costa Concordia: si procede per la fase finale


Il Costa Concordia è tornato a galleggiare nella giornata di ieri, ma i lavori sono proseguiti per tutta la notte.

I tecnici, dopo averla fatta salire di due metri e averla spostata di 30, hanno ancorato e stabilizzato la Concordia in modo da poter proseguire le operazioni che consentiranno il rigalleggiamento vero e proprio e, successivamente, la partenza.

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Nei prossimi giorni – ha detto ieri al termine della prima fase il responsabile del progetto di rimozione, l’ingegner Franco Porcellacchia – lavoreremo in maniera continuativa per l’abbassamento dei cassoni, che sul lato di dritta non sono ancora in posizione, e per posizionare le ultime catene”.

Un lavoro, come ha spiegato Nick Sloane, che durerà 48 ore. “Ci vorranno circa due giorni per mettere i cassoni in posizione, tra mercoledì e giovedì saremo pronti per il rigalleggiamento definitivo”.

E così, 911 giorni dopo il naufragio, la nave ritorna a galleggiare ed è più lontana dall’Isola del Giglio di 30 metri, pronta per esser trainata verso il porto di demolizione, in quello che molti hanno definito un corteo funebre.

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Nel ricordo dei Gigliesi rimarrà la notte del naufragio e questi anni con un relitto così vicino alla costa, nella mente di tutti la memoria delle 32 vittime innocenti.

Dopo la rotazione portata a termine senza una sbavatura a settembre scorso, anche la prima fase del rigalleggiamento del relitto è filata via liscia: i tecnici avevano previsto di alzare la nave di due metri dal falso fondale dove appoggiava e di spostarla di 30 metri ad est, per consentire le successive operazioni, e così è andata.

Il programma sta andando come doveva – sottolinea il responsabile del progetto Franco Porcellacchia – la nave galleggia da sola e questo non era proprio scontato“.

Un successo che investe sia il privato, che ha messo soldi, professionalità e competenze in un progetto mai realizzato prima e di cui l’Italia è una parte non certo marginale, sia il pubblico, che ha creduto in quella folle idea e ha controllato che fosse realizzata nel rispetto delle leggi e soprattutto dell’ambiente.

Ma siccome l’Italia è ancora quel paese dove l’interesse generale arriva sempre dopo quello particolare, l’ennesima e inutile polemica si materializza quando in mare stanno ancora lavorando per ancorare il relitto.

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La apre il governatore della Toscana Enrico Rossi, che ancora non riesce a farsi una ragione del fatto che Genova è Italia esattamente come Piombino, e la prosegue il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti con la classica formula “non è una critica ma”.

Al netto delle parole, quel che però contano sono i fatti. E i fatti, oggi, dicono, che la fase più rischiosa del rigalleggiamento, quella del distacco dal fondo del mare appunto, è stata portata a termine senza problemi.

Finora – dice il commissario per l’emergenza Franco Gabrielli – non c’è stata la benché minima anomalia. Si è registrato solo un piccolo inconveniente di carattere tecnico nel rilascio dei cavi, che non ha pregiudicato minimamente la bontà del progetto”.

Chi ben inizia è a metà dell’opera ma è bene quel che finisce bene – sottolinea Galletti – noi abbiamo iniziato bene ma l’operazione finirà solo quando la nave sarà a Genova. Dunque manteniamo e manterremo la guardia alta, nella più assoluta trasparenza e professionalità, come fatto in questi due anni e mezzo”.

Guardia che spetta, come ricorda ancora una volta Gabrielli, allo Stato. “Per le questioni tecniche è signore e padrone Nick Sloane. Ma se gli aspetti tecnici diventano confliggenti con l’interesse pubblico e ci rendiamo conto di una situazione di criticità, allora abbiamo il dovere e il compito di intervenire”.

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Quella di ieri è stata una giornata decisiva. L’ennesima, non l’ultima. Intorno alle 11, due anni e mezzo dopo il naufragio, la nave è tornata a galleggiare.

Entusiasmo contenuto, nessun applauso, ha raccontato l’ingegnere italiano Paolo Cremonini, uno dei direttori tecnici presenti nella Roc, “perché quello lo faremo alla fine. Siamo rimasti molto concentrati, abbiamo ancora davanti molto lavoro”.

Sloane, però, si è concesso una gag, per smorzare la tensione. E, volgendosi ai ‘suoi’, a mo’ di conduttore televisivo, ha annunciato sorridente: “Ladies and gentlemen she’s refloating”.

Come ogni giorno, il gruppo di Sloane il giorno prima si era riunito per fare il punto della situazione.

C’era anche Sergio Girotto, il project manager della Micoperi. “Al countdown per l’avvio delle operazioni – ha raccontato – visto che eravamo alla vigilia, per darci la carica qualcuno ha detto: ‘E’ venuto il momento del clap’. Ed è partito lo scambio di ‘5’ fra i presenti, Sloane compreso”.

L’ingegnere sudafricano ieri ha passato quasi 14 ore sul relitto.

Ma quando è uscito non si è sottratto all’assalto delle telecamere. Sorridente, ha raccontato la giornata senza enfasi: “La nave si è staccata dalle piattaforme ed è un buon inizio. Tutto è filato liscio come l’olio”.

Tutto normale insomma.

Fonte: Ansa

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Riflessioni della Redazione:

E’ fuor di dubbio che tutta l’operazione sino a questo punto sia stata un successo, dovuto alla perizia e all’ingegnosità di chi non si è mai dato per vinto e di chi ha investito milioni di euro per far sì che ciò accadesse: lasciando da parte tutto in circo di menagrami, di promesse politiche non mantenute, di gente che ogni occasione è buona per guadagnarci.

L’affaire Concordia a quanto pare è convenuto a tanti sul territorio per vari motivi che non stiamo qui ad esporre.

Il nostro punto di vista è che, al di là della tragica perdita di vite umane, impagabile da qualsiasi punto di vista, il resto si sia subito trasformato in un circo equestre dove gli attori protagonisti spuntavano ogni piè pari cercando la ribalta sui mass-media che sulla vicenda hanno sempre tenuto i fari accesi, puntando il dito severo e ammonitrice da giustiziere, solo per “dovere di cronaca” ma che è stato solo l’ennesimo fare audience con la tragedia.

Ben venga l’articolo dell’Ansa che finalmente accende una piccola luce in “quel paese dove l’interesse generale arriva sempre dopo quello particolare”, dove se non c’è polemica non si riesce ad andare avanti.

15/07/2014  ore 18.15
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