Carnival Magic: 2 passeggeri in quarantena per rischio Ebola


Due passeggeri a bordo della Carnival Magic sono stati messi in quarantena nella loro cabina dopo che aver scoperto che uno dei passeggeri ha lavorato nel Texas Health Presbyterian Hospital, come supervisore di laboratorio, e potrebbe aver maneggiato campioni clinici del paziente contagiato da Ebola a Dallas.

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La situazione non appare molto chiara, anche perchè non c’è alcuna prova che il passeggero abbia in effetti potuto avere qualsiasi contatto con i campioni del paziente infettato e soprattutto non esiste nessuna prova che anche maneggiando i campioni questi possano averlo infettato: ma la paura è talmente grande che per precauzione la Carnival ha provveduto ad isolare le due persone nella propria cabina.
Carnival ha dichiarato che la donna messa in quarantena non ha mostrato alcun sintomo del virus e il CDC( Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie) sostiene con forza che il rischio di contagio è davvero molto basso.

In questo momento, l’ospite rimane in isolamento a bordo della nave e non è considerato un rischio per eventuali ospiti o per l’equipaggio. E’ importante ribadire che il passeggero non ha sintomi ed è stato isolato per eccesso di cautela“.

Carnival Magic

Comunicato ufficiale Carnival Cruise Line

La donna si è imbarcata dal porto di Galveston, in  Texas, Domenica, quindi prima che il CDC aggiornasse i requisiti per il monitoraggio attivo di tutti coloro che possono essere stati esposti al virus.

Mettendo in atto il protocollo, la CDC ha contattato mercoledì la Carnival che ha individuato il passeggero a bordo di Carnival Magic: la stessa passeggera ha confermato che ha seguito per sua stessa sicurezza gli auto-controlli, per verificare se avesse febbre o altri sintomi, senza riscontrare assolutamente nulla; considerando che il tutto sarebbe accaduto il 6 di ottobre, se davvero avesse contratto Ebola, i sintomi si sarebbero già dovuti manifestare.

La Carnival Magic ieri ha fatto una sosta in Belize e gli ospiti sono stati liberi di sbarcare, a parte i due in quarantena, anche perchè il Paese non avrebbe in alcun modo concesso il permesso per motivi sanitari.

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Il comunicato del Belize recita : “Il governo del Belize ha deciso di non concedere agli Stati Uniti nessuna assitenza per l’evacuazione dei passeggeri attraverso l’aeroporto internazionale di Phillip Goldson.

Il GOB ​​rassicura il pubblico che il passeggero non ha potuto sbarcare in Belize e sebbene i rapporti con gli USA rimangano attivi, il governo intende garantire la sicurezza dei propri abitanti rifiutando il trasporto da un aeroporto del Paese“.

Intanto Carnival rassicura che nessuna delle navi della flotta fa itinerari nei luoghi in cui i casi di Ebola si moltiplicano e che impedisce di imbarcarsi a tutti quei passeggeri che provengano da Liberia, Sierra Leone e Guinea.
La Carnival Magic terminerà la sua crociera il 19 ottobre ritornando nel suo home-port di Galveston, Texas.

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17/10/2014  ore 18.30
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Pericolo Ebola: cosa bisogna sapere


Se c’è un argomento scottante e che preoccupa in questo momento le persone che viaggiano è il pericolo Ebola (di cui ho parlato anche in un altro articolo).

1) Cos’è esattamente Ebola?

Il virus Ebola appartiene alla famiglia Filoviridae (RNA virus SS a polarità negativa), costituito da una molecola filamentosa allungata, tra gli 800 – 1000 nm di lunghezza, e può raggiungere i 14000 nm di lunghezza (a causa di concatamericazione) con diametro uniforme 80 nm.

Virus Ebola

Virus Ebola

E’ un virus estremamente aggressivo, provoca un quadro complesso di segni e sintomi che rapidamente si aggravano, riconducibili al complesso delle febbri emorragiche virali.

Per l’elevato potenziale di contagiosità è classificato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tra gli agenti patogeni che richiedono il massimo livello di biosicurezza (BLS4).

Il genoma del virus Ebola è stato recentemente scoperto in due specie di roditori e una specie di toporagno che vivono nelle zone di confine della foresta: tale scoperta ha sollevato la possibilità che questi animali possano svolgere il ruolo di ospiti intermedi o serbatoi.

2) La patologia

La patologia si verifica principalmente nelle aree circostanti foreste pluviali dell’Africa centrale. Non è stata individuata alcuna predisposizione all’infezione tra le vittime infette, tuttavia sembra essere particolarmente suscettibile la fascia d’età tra i 20 e i 30 anni.

I Paesi attualmente interessati dall’epidemia sono GuineaLiberiaSierra Leone.

Alcuni casi si sono recentemente verificati in Nigeria e Repubblica Democratica del Congo.

Non esiste diffusione aerogena dimostrata e pertanto la trasmissione certa è basata sul contatto diretto o indiretto  da fomiti contaminati da liquidi biologici infetti.

E’ questo il principale motivo per il quale il virus non presenta fasi epidemiche a carattere diffusivo esponenziale.

Il personale attualmente più esposto risulta essere il personale sanitario che presta cure ai colpiti.

3) Resistenza in ambiente e alla disinfezione

Il virus Ebola è suscettibile a:

  • ipoclorito di sodio (candeggina in diluizione 1/100),
  • disinfettanti fenolici,
  • acido peracetico,
  • alcool metilico, etere,
  • sodio desossicolato,
  • glutaraldeide al2 %,
  • propiolattone,
  • acido acetico al 3 % (pH 2,5),
  • formaldeide,
  • paraformaldeide.

 Il virus Ebola è moderatamente termolabile e può essere inattivato per:

  • riscaldamento per 60 minuti a 60°C,
  • ebollizione per 5 minuti,
  • irradiazione gamma (1,2×106 rad a 1,27 x 106 rad), e/o radiazioni UV.

Il virus può sopravvivere in materiale liquido o essiccato per diversi giorni; conserva la capacità infettante a temperatura ambiente 4°C per diversi giorni  e risulta fortemente stabile a -70°C.

4) Come si trasmette Ebola

Metodi di trasmissione di Ebola

Metodi di trasmissione di Ebola

  • lo stretto contatto personale (contatto con fluidi corporei infetti) con un individuo contagioso, soprattutto durante la fase finale dell’infezione, correlata a massivi livelli di viremia, o con un cadavere infetto;
  • le infezioni nosocomiali attraverso il contatto con fluidi corporei infetti dovuti al riutilizzo o inoculo accidentale da siringhe non sterili, aghi, o altre apparecchiature medicali contaminate con questi fluidi

Non si trasmette per via aerea, nè il virus sopravvive a lungo fuori dall’organismo.

E’ dato possibile il fatto che il virus si possa anche trasmettere per via alimentare, cioè consumando carne di animali infetti (topi, toporagni, pipistrelli), che sono molto comuni in questi territori (si chiama “bushmeat” – illegale in Costa d’Avorio ma non in Liberia).

5) Norme igieniche più comuni (da seguire sempre in viaggio!)

Sono norme di buonsenso che ognuno di noi dovrebbe seguire in qualsiasi viaggio specie se si vuole evitare la fastidiosissima diarrea del viaggiatore, che, nella maggioranza dei casi, arriva da scarsa igiene, oltre a vari fattori ambientali (come passare dal caldo al freddo repentinamente). Non son tutte specifiche per questo caso ma si adattano perfettamente e sarebbe buona norma seguirle sempre.

  • il buon senso di lavarsi SEMPRE le mani dopo esser stati in bagno è basilare ma evidentemente non tutti la seguono (causa ad esempio della famigerata epidemia di Norovirus a bordo delle navi!); ricordate che spesso inconsciamente si portano spesso le mani verso la bocca, quindi prima di mangiare o solo se vi toccate il viso, lavatevi sempre le mani
  • altro consiglio è ovviamente quello di non bere acqua se non imbottigliata
  • evitate il cibo di strada, dato che non sapete da dove provenga, come è stato macellato(se si tratta di carne), se ha sempre seguito un percorso di igiene alimentare etc.
  • mangiate carne e pesce solo se sono stati cotti più che abbondantemente e a temperature superiori a 70° per esser sicuri che vengano eliminati eventuali batteri dannosi
  • lavarsi i denti solo con acqua potabile: è uno dei modi più tipici per un contagio, perchè non ci si pensa proprio. In mancanza di acqua va benissimo qualsiasi bevanda che sia confezionata: sò bene che può apparire uno spreco ma è un metodo veloce e sicuro di non infettarsi le gengive.
Come lavarsi le mani correttamente

Come lavarsi le mani correttamente

 

6) Il periodo di incubazione del virus

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il virus ha un periodo di incubazione da 2 a 21 giorni (dati dell’OMS): la fase di infettività è pertanto strettamente correlata alla viremia e quindi all’insorgenza dei sintomi; non vi sono studi in merito alla contagiosità dei pazienti sin dai primi giorni ma il principio di precauzione dovrebbe essere applicato anche a pazienti sintomatici da considerare contagiosi.

Il contagio può avvenire solo e soltanto se entrate in contatto con fluidi corporei, come muco o sangue, ma anche attraverso lacrime, saliva, latte materno, sperma, sudore, oltre che feci e vomito.

 7) Sintomatologia

  1. Fase iniziale: dopo un periodo di incubazione si manifesta il quadro di virosi acuta caratterizzato da una sindrome simil-influenzale (febbre, mialgia, artralgia, mal di testa) e un quadro psicomotorio caratterizzato da astenia profonda; nei successivi 3-4 giorni compaiono ulteriori segni clinici mucocutanei (congiuntivite, rash maculare, disfagia) e gastrointestinali (diarrea profusa e vomito).
  2. Fase del miglioramento temporaneo o apparente: remissione apparente della sintomatologia con un intervallo di diversi giorni durante i quali la condizione generale apparentemente migliora e scompare la febbre; Il perdurare silente della virosi acuta determina microcoagulazione diffusa in circolo e conseguente aumento della viscosità.
  3. Fase terminale: A seguito dell’aderenza dei microcoaguli ai lumi vasali, si determina il fenomeno detto della “pavimentazione” con riduzione del trofismo e irrorazione di svariati organi che vanno incontro a necrosi (cervello, fegato, reni, polmoni, intestino, testicoli, mammelle) mentre sulla epidermide compare un quadro emorragico petecchiale. Successivamente l’epidermide presenta estesi esantemi maculopapulari sino all’ulcerazione emorragica. Questa fase è caratterizzata da segni neurologici di encefalite (agitazione, convulsioni) e segni patognomonici emorragici (sanguinamento delle gengive, ematemesi, melena, più raramente epistassi, emottisi, emorragie genitali o ematoma). Può essere osservato singhiozzo inarrestabile, parestesia, trisma, epatomegalia, splenomegalia, pancreatite, uveite, parotite, orchite e dolore toracico. Non esistono cure né  vaccini.
Infografica su Ebola dell'OMS

Infografica su Ebola dell’OMS

Se voi o qualcuno dei vostri compagni di viaggio accusate questi sintomi, il consiglio è uno e uno solo: fatevi visitare immediatamente da un medico!

L’unico modo di avere una minima speranza è prendere il virus in tempo.

Anche in Africa esistono dei centri super-specializzati per curare la malattia: prima si interviene più possibilità di sopravvivere ci sono ed oltrettutto e soprattutto non contagiate le persone che vi stanno vicino.

8) Misure di prevenzione adottate dai Paesi non coinvolti

L’OMS nelle sue linee guida asserisce che l’unico modo sicuro di non contaggiarsi è lavarsi bene le mani: quindi considera costosi ed inutili i tentativi da parte di alcune Paesi, come ad esempio la Gran Bretagna, di dotare le sue frontiere aeroportuali di scanner che misurino la temperatura corporea di coloro che arrivano dalle regioni considerate a rischio.

Nonostante ciò il Regno Unito continuerà autonomamente a seguire questa procedura, che garantisce un primo controllo.

 9) Quanto è pericoloso viaggiare nei Paesi a maggior rischio?

Nel sito della Farnesina, Viaggiare Sicuri, si può leggere che nei Paesi colpiti maggiormente da Ebola (Guinea, Liberia, Sierra Leone) “ai Connazionali  si consiglia di lasciare temporaneamente, qualora possibile, il Paese e, in ogni caso, si raccomanda di:segnalare la propria presenza all’Ambasciata d’Italia, seguire le indicazioni fornite dalle Autorità in materia di comportamenti igienico-sanitari, consultare regolarmente questo sito, i siti web dell’Ambasciata d’Italia, mantenersi informati tramite i media locali ed internazionali“.

Il problema oltrettutto in questi Paesi è anche di ordine pubblico: ci son stati casi di persone (medici ed operatori sanitari) che sono stati assaltati perchè si pensava portassero il vaccino (purtroppo le minime scorte che si avevano sono terminate e sintetizzarne di nuovi richiede il tempo di un mese).

Epidemiologia dell'Ebola

Epidemiologia dell’Ebola

10) E’ sicuro viaggiare in qualsiasi Paese dell’Africa?

Se si fà eccezione per i Paesi elencati, cioè Liberia, Guinea e Sierra Leone, che di per sè sono comunque Paesi non solitamente meta di turisti anche per altre ragioni (vedi problemi interni), e qualche Paese limitrofo dove si è registrato qualche caso sporadico, è da tenere in considerazione nella lista dei Paesi focolai di Ebola anche l’ex Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo.

Basta seguire esattamente le regole sanitarie, lavarsi sempre le mani, disinfettarsi regolarmente e il resto dei Paesi è considerato assolutamente tranquillo.

Ricordate che molte delle persone infettate vivono comunque in condizioni igieniche sanitarie davvero minime, spesso si contaggiano a vicenda perchè non segnalano la malattia alle autorità in tempo e fanno in tempo a contaggiare l’intero nucleo familiare, hanno l’abitudine di tenere i morti in casa per motivi religiosi o di tradizione, mettendo a serio rischio di contagio chiunque venga poi in contatto col corpo.

Tutte condizioni che ad un viaggiatore comune non potranno mai capitare, quindi in linea generale potete godervi tranquillamente la vostra vacanza o crociera in Africa.

Cercate solo di seguire le basilari regole di buona igiene ed informatevi per bene leggendo nel sito della Farnesina o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

 

Fonti: OMS, Ministero della salute, Ministero degli Esteri-Farnesina.

13/10/2014  ore 23.00
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Crociere: eccesso di prudenza la linea delle compagnia sull’Ebola. L’elenco delle cancellazioni


L’Ebola continua a mietere vittime in Africa occidentale e diverse compagnie di crociera hanno cambiato i loro itinerari nella zona, in ciò che descrivono come “eccesso di prudenza o abbondanza di cautela“.

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C’è da specificare che i tre paesi colpiti dall’epidemia e cioè Liberia, Guinea e Sierra Leone, non sono mai stati nei percorsi crocieristici, tuttavia le compagnie hanno ritenuto necessario cancellare anche le fermate in quei paesi che si affacciano sulle principali aree di focolai o per paesi come il Senegal, che ha avuto almeno un caso confermato di Ebola.

Ne abbiamo già parlati ieri ma oggi vediamo con più precisione quali sono le compagnie e le navi interessate ai cambiamenti.

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*Holland America Line ha già avvertito i passeggeri della Rotterdam, che si accinge ad affrontare una crociera di 35 giorni, l’itinerario denominato “African Explorer”, che parte da Città del Capo, in Sud Africa e arriva a Southampton, nel Regno Unito, il 15 novembre.

Dei 3 porti di scalo originariamente previsti in Ghana, Gambia e Senegal saranno sostituiti con:

  • Un pernottamento supplementare a Città del Capo
  • Un pernottamento supplementare a Mindelo, Ilha de Sao Vicente, Capo Verde
  • Una chiamata in aggiunta al porto di Tangeri, Marocco.

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*Regent Seven Seas Cruises ha annullato una fermata al porto di Dakar, in Senegal per la Seven Seas Mariner , sostituendolo con una fermata a Santa Cruz de Tenerife nelle Isole Canarie, oltre ad una fermata per il 19 ottobre a Lanzarote, nelle Isole Canarie.

Sulla questione Regent ha dichiarato che “abbiamo sempre posto la sicurezza e il comfort dei nostri ospiti come priorità e abbiamo cambiato l’itinerario per rispondere a tutte le preoccupazioni dei nostri clienti”.

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*L’itinerario di 39 giorni “La Condamine to the Cape” di Seabourn Sojourn prevedeva visite in Senegal e in Gambia ma la compagnia, la Seabourn Cruise Line ha rimosso entrambe le fermate in programma e li ha sostituiti con Malaga e Cadice (Siviglia), in Spagna .

Altri aggiornamenti della situazione verranno pubblicati in base alle comunicazione da parte delle compagnie, che ripetiamo ancora una volta, stanno agendo con eccesso di prudenza, in quanto nei porti di sbarco previsti in Africa, non sono compresi i Paesi che hanno casi di Ebola conclamati.

 

08/10/2014  ore 15.20
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