Fincantieri potrebbe costruire le prime navi di lusso Made in China


La Cina è il primo costruttore di navi del mondo, e starebbe considerando di realizzare la sua prima nave da crociera di lusso*: ciò sarebbe possibile grazie alla collaborazione con Carnival Corp e Fincantieri, per un operazione che punta ad espandere il turismo domestico, già preso di mira da tutte le compagnie crocieristiche mondiale quale mercato in nuova crescita.

Un cantiere navale della CSSC

Un cantiere navale della CSSC

Lo riferisce la Reuters, indicando anche un fatto concreto e cioè la firma di Carnival di un memorandum of understanding con China State Shipbuilding Corporation (CSSC), quotata attraverso China CSSC Holdings alla borsa di Shanghai, e che prevede la possibile creazione di una joint venture e che includerebbe anche Fincantieri.

Il mercato crocieristico cinese può contare su presunti 4.5 milioni di futuri passeggeri entro il 2020, sostiene il governo (e per la verità lo sostengono anche tutte quelle compagnie – vedi Carnival e Royal Caribbean – che in Asia hanno spostato parte della flotta): la Cina ha una classe media in forte crescita che cerca nuove opzioni per le proprie vacanze.

Logo China State Shipbuilding Corporation (CSSC)

Il settore cantieristico in Cina, aveva effettuato nel 2010 il sorpasso alla Corea del Sud: tuttavia anche per questa parte del mondo i venti della crisi si son fatti sentire e il governo è dovuto intervenire con sussidi per incoraggiare, ad esempio, le società marittime all’acquisto di nuove navi.

 

*ne avevamo già parlato a fine agosto, ma si trattava di indiscrezioni

 

15/10/2014  ore 10.50
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Royal Caribbean: multa dell’Antirust da 150mila euro

allure of the seas

L’Antitrust ha contestato a Royal Caribbean la pratica di pubblicità scorretta, multando la compagnia di crociera con una sanzione da 150mila euro per:

  • informazioni commerciali poco chiare
  • aggiunta di costi al listino pubblicizzato
  • crociera gratis, ma solo per modo di dire, per i bambini

antitrust AGCM

L’Autorità che vigila sulla concorrenza sul mercato, a dimostrazione di cià che ha contestato, ha svolto delle simulazioni:  nel bollettino, si cita, ad esempio, quella relativa alla crociera su “Majesty of the Sea” , che veniva pubblicizzata con prezzi a partire da 83 euro; l’iter di prenotazione ha sottolineato che si inizia con un tasto che recita “Crea il tuo preventivo gratuito” e scegliendo l’opzione della sistemazione nella cabina da 90 euro per due adulti e un bambino, al termine della procedura ilcosto complessivo risultava di ben di 736 euro, ossia un prezzo ben lontano dagli 83 pubblicizzati.

Gli oneri addebitati, non vengono mai citati nella presentazione dell’offerta ed in questo caso specifico si riferivano a:

  • “Quota crociera” (comprensiva di “prezzo 2 adulti 180 euro” e “prezzo di 1 bambino 37 euro”)
  • tasse portuali (“prezzo 2 adulti 306 euro” e “prezzo 1 bambino 153 euro”)
  • quota dell’assicurazione (“prezzo 2 adulti 40 euro” e “prezzo 1 bambino 20 euro”).

antitrust-AGCM

Quindi secondo l’Antitrust, nonostante la compgania abbia apportato successive modificazioni, “il layout del sito internet, rilevato al momento dell’avvio del presente procedimento e successivamente modificato, non garantisce ai consumatori una chiara percezione, sin dal contatto iniziale, del prezzo complessivo delle offerte dei servizi turistici disponibili“.

Rimane dunque la multa di 150mila euro per pratiche scorrette di pubblicità per la compagnia di navigazione.

 

15/10/2014  ore 10.30
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