Pericolo Ebola: cosa bisogna sapere


Se c’è un argomento scottante e che preoccupa in questo momento le persone che viaggiano è il pericolo Ebola (di cui ho parlato anche in un altro articolo).

1) Cos’è esattamente Ebola?

Il virus Ebola appartiene alla famiglia Filoviridae (RNA virus SS a polarità negativa), costituito da una molecola filamentosa allungata, tra gli 800 – 1000 nm di lunghezza, e può raggiungere i 14000 nm di lunghezza (a causa di concatamericazione) con diametro uniforme 80 nm.

Virus Ebola

Virus Ebola

E’ un virus estremamente aggressivo, provoca un quadro complesso di segni e sintomi che rapidamente si aggravano, riconducibili al complesso delle febbri emorragiche virali.

Per l’elevato potenziale di contagiosità è classificato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tra gli agenti patogeni che richiedono il massimo livello di biosicurezza (BLS4).

Il genoma del virus Ebola è stato recentemente scoperto in due specie di roditori e una specie di toporagno che vivono nelle zone di confine della foresta: tale scoperta ha sollevato la possibilità che questi animali possano svolgere il ruolo di ospiti intermedi o serbatoi.

2) La patologia

La patologia si verifica principalmente nelle aree circostanti foreste pluviali dell’Africa centrale. Non è stata individuata alcuna predisposizione all’infezione tra le vittime infette, tuttavia sembra essere particolarmente suscettibile la fascia d’età tra i 20 e i 30 anni.

I Paesi attualmente interessati dall’epidemia sono GuineaLiberiaSierra Leone.

Alcuni casi si sono recentemente verificati in Nigeria e Repubblica Democratica del Congo.

Non esiste diffusione aerogena dimostrata e pertanto la trasmissione certa è basata sul contatto diretto o indiretto  da fomiti contaminati da liquidi biologici infetti.

E’ questo il principale motivo per il quale il virus non presenta fasi epidemiche a carattere diffusivo esponenziale.

Il personale attualmente più esposto risulta essere il personale sanitario che presta cure ai colpiti.

3) Resistenza in ambiente e alla disinfezione

Il virus Ebola è suscettibile a:

  • ipoclorito di sodio (candeggina in diluizione 1/100),
  • disinfettanti fenolici,
  • acido peracetico,
  • alcool metilico, etere,
  • sodio desossicolato,
  • glutaraldeide al2 %,
  • propiolattone,
  • acido acetico al 3 % (pH 2,5),
  • formaldeide,
  • paraformaldeide.

 Il virus Ebola è moderatamente termolabile e può essere inattivato per:

  • riscaldamento per 60 minuti a 60°C,
  • ebollizione per 5 minuti,
  • irradiazione gamma (1,2×106 rad a 1,27 x 106 rad), e/o radiazioni UV.

Il virus può sopravvivere in materiale liquido o essiccato per diversi giorni; conserva la capacità infettante a temperatura ambiente 4°C per diversi giorni  e risulta fortemente stabile a -70°C.

4) Come si trasmette Ebola

Metodi di trasmissione di Ebola

Metodi di trasmissione di Ebola

  • lo stretto contatto personale (contatto con fluidi corporei infetti) con un individuo contagioso, soprattutto durante la fase finale dell’infezione, correlata a massivi livelli di viremia, o con un cadavere infetto;
  • le infezioni nosocomiali attraverso il contatto con fluidi corporei infetti dovuti al riutilizzo o inoculo accidentale da siringhe non sterili, aghi, o altre apparecchiature medicali contaminate con questi fluidi

Non si trasmette per via aerea, nè il virus sopravvive a lungo fuori dall’organismo.

E’ dato possibile il fatto che il virus si possa anche trasmettere per via alimentare, cioè consumando carne di animali infetti (topi, toporagni, pipistrelli), che sono molto comuni in questi territori (si chiama “bushmeat” – illegale in Costa d’Avorio ma non in Liberia).

5) Norme igieniche più comuni (da seguire sempre in viaggio!)

Sono norme di buonsenso che ognuno di noi dovrebbe seguire in qualsiasi viaggio specie se si vuole evitare la fastidiosissima diarrea del viaggiatore, che, nella maggioranza dei casi, arriva da scarsa igiene, oltre a vari fattori ambientali (come passare dal caldo al freddo repentinamente). Non son tutte specifiche per questo caso ma si adattano perfettamente e sarebbe buona norma seguirle sempre.

  • il buon senso di lavarsi SEMPRE le mani dopo esser stati in bagno è basilare ma evidentemente non tutti la seguono (causa ad esempio della famigerata epidemia di Norovirus a bordo delle navi!); ricordate che spesso inconsciamente si portano spesso le mani verso la bocca, quindi prima di mangiare o solo se vi toccate il viso, lavatevi sempre le mani
  • altro consiglio è ovviamente quello di non bere acqua se non imbottigliata
  • evitate il cibo di strada, dato che non sapete da dove provenga, come è stato macellato(se si tratta di carne), se ha sempre seguito un percorso di igiene alimentare etc.
  • mangiate carne e pesce solo se sono stati cotti più che abbondantemente e a temperature superiori a 70° per esser sicuri che vengano eliminati eventuali batteri dannosi
  • lavarsi i denti solo con acqua potabile: è uno dei modi più tipici per un contagio, perchè non ci si pensa proprio. In mancanza di acqua va benissimo qualsiasi bevanda che sia confezionata: sò bene che può apparire uno spreco ma è un metodo veloce e sicuro di non infettarsi le gengive.
Come lavarsi le mani correttamente

Come lavarsi le mani correttamente

 

6) Il periodo di incubazione del virus

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il virus ha un periodo di incubazione da 2 a 21 giorni (dati dell’OMS): la fase di infettività è pertanto strettamente correlata alla viremia e quindi all’insorgenza dei sintomi; non vi sono studi in merito alla contagiosità dei pazienti sin dai primi giorni ma il principio di precauzione dovrebbe essere applicato anche a pazienti sintomatici da considerare contagiosi.

Il contagio può avvenire solo e soltanto se entrate in contatto con fluidi corporei, come muco o sangue, ma anche attraverso lacrime, saliva, latte materno, sperma, sudore, oltre che feci e vomito.

 7) Sintomatologia

  1. Fase iniziale: dopo un periodo di incubazione si manifesta il quadro di virosi acuta caratterizzato da una sindrome simil-influenzale (febbre, mialgia, artralgia, mal di testa) e un quadro psicomotorio caratterizzato da astenia profonda; nei successivi 3-4 giorni compaiono ulteriori segni clinici mucocutanei (congiuntivite, rash maculare, disfagia) e gastrointestinali (diarrea profusa e vomito).
  2. Fase del miglioramento temporaneo o apparente: remissione apparente della sintomatologia con un intervallo di diversi giorni durante i quali la condizione generale apparentemente migliora e scompare la febbre; Il perdurare silente della virosi acuta determina microcoagulazione diffusa in circolo e conseguente aumento della viscosità.
  3. Fase terminale: A seguito dell’aderenza dei microcoaguli ai lumi vasali, si determina il fenomeno detto della “pavimentazione” con riduzione del trofismo e irrorazione di svariati organi che vanno incontro a necrosi (cervello, fegato, reni, polmoni, intestino, testicoli, mammelle) mentre sulla epidermide compare un quadro emorragico petecchiale. Successivamente l’epidermide presenta estesi esantemi maculopapulari sino all’ulcerazione emorragica. Questa fase è caratterizzata da segni neurologici di encefalite (agitazione, convulsioni) e segni patognomonici emorragici (sanguinamento delle gengive, ematemesi, melena, più raramente epistassi, emottisi, emorragie genitali o ematoma). Può essere osservato singhiozzo inarrestabile, parestesia, trisma, epatomegalia, splenomegalia, pancreatite, uveite, parotite, orchite e dolore toracico. Non esistono cure né  vaccini.
Infografica su Ebola dell'OMS

Infografica su Ebola dell’OMS

Se voi o qualcuno dei vostri compagni di viaggio accusate questi sintomi, il consiglio è uno e uno solo: fatevi visitare immediatamente da un medico!

L’unico modo di avere una minima speranza è prendere il virus in tempo.

Anche in Africa esistono dei centri super-specializzati per curare la malattia: prima si interviene più possibilità di sopravvivere ci sono ed oltrettutto e soprattutto non contagiate le persone che vi stanno vicino.

8) Misure di prevenzione adottate dai Paesi non coinvolti

L’OMS nelle sue linee guida asserisce che l’unico modo sicuro di non contaggiarsi è lavarsi bene le mani: quindi considera costosi ed inutili i tentativi da parte di alcune Paesi, come ad esempio la Gran Bretagna, di dotare le sue frontiere aeroportuali di scanner che misurino la temperatura corporea di coloro che arrivano dalle regioni considerate a rischio.

Nonostante ciò il Regno Unito continuerà autonomamente a seguire questa procedura, che garantisce un primo controllo.

 9) Quanto è pericoloso viaggiare nei Paesi a maggior rischio?

Nel sito della Farnesina, Viaggiare Sicuri, si può leggere che nei Paesi colpiti maggiormente da Ebola (Guinea, Liberia, Sierra Leone) “ai Connazionali  si consiglia di lasciare temporaneamente, qualora possibile, il Paese e, in ogni caso, si raccomanda di:segnalare la propria presenza all’Ambasciata d’Italia, seguire le indicazioni fornite dalle Autorità in materia di comportamenti igienico-sanitari, consultare regolarmente questo sito, i siti web dell’Ambasciata d’Italia, mantenersi informati tramite i media locali ed internazionali“.

Il problema oltrettutto in questi Paesi è anche di ordine pubblico: ci son stati casi di persone (medici ed operatori sanitari) che sono stati assaltati perchè si pensava portassero il vaccino (purtroppo le minime scorte che si avevano sono terminate e sintetizzarne di nuovi richiede il tempo di un mese).

Epidemiologia dell'Ebola

Epidemiologia dell’Ebola

10) E’ sicuro viaggiare in qualsiasi Paese dell’Africa?

Se si fà eccezione per i Paesi elencati, cioè Liberia, Guinea e Sierra Leone, che di per sè sono comunque Paesi non solitamente meta di turisti anche per altre ragioni (vedi problemi interni), e qualche Paese limitrofo dove si è registrato qualche caso sporadico, è da tenere in considerazione nella lista dei Paesi focolai di Ebola anche l’ex Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo.

Basta seguire esattamente le regole sanitarie, lavarsi sempre le mani, disinfettarsi regolarmente e il resto dei Paesi è considerato assolutamente tranquillo.

Ricordate che molte delle persone infettate vivono comunque in condizioni igieniche sanitarie davvero minime, spesso si contaggiano a vicenda perchè non segnalano la malattia alle autorità in tempo e fanno in tempo a contaggiare l’intero nucleo familiare, hanno l’abitudine di tenere i morti in casa per motivi religiosi o di tradizione, mettendo a serio rischio di contagio chiunque venga poi in contatto col corpo.

Tutte condizioni che ad un viaggiatore comune non potranno mai capitare, quindi in linea generale potete godervi tranquillamente la vostra vacanza o crociera in Africa.

Cercate solo di seguire le basilari regole di buona igiene ed informatevi per bene leggendo nel sito della Farnesina o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

 

Fonti: OMS, Ministero della salute, Ministero degli Esteri-Farnesina.

13/10/2014  ore 23.00
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