Carnival Ecstasy: passeggero si lancia dall’albero delle comunicazioni e muore


Un passeggero è morto questa mattina dopo essere caduto dalla Carnival Ecstasy.

La nave da crociera stava tornando indietro al porto di Miami da una crociera alle Bahamas quando si è verificato l’incidente.

Il passeggero maschio, di 20 anni, era entrato in una zona ristretta, scalato l’albero delle comunicazioni che aveva davanti, ed è poi caduto sui ponti sottostanti, dopo un volo di 10 metri.

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E ‘stato dichiarato morto in ospedale: è arrivato al Ryder Trauma Center del Jackson Memorial Hospital in condizioni critiche ma poi non ce l’ha fatta; la sua identità non è ancora stata resa nota.

E’ attualmente in corso un’indagine da parte della Polizia di Miami, dato che ancora non si capisce come sia salito sin lì, in una zona completamente non usufruibile dal pubblico: si esclude che si sia trattato di un gioco.

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Carnival Cruises ha rilasciato una dichiarazione sull’accaduto:

All’inizio di questa mattina, mentre la Carnival Ecstasy si stava avvicinando al Porto di Miami, un ospite di 20 anni, maschio, è entrato in una zona riservata ed è salito sul montante della nave.

E’ successivamente caduto ed atterrato sui ponti inferiori.

Ha ricevuto nell’immediato i soccorsi da parte del medico della nave e poi è stato trasferito in un centro traumatologico locale, a Miami.

Purtroppo dobbiamo confermare che il passeggero è morto in ospedale.

Le nostre preghiere e il nostro conforto va alla famiglia e alle persone care dell’ospite“.

 

29/09/2014  ore 21.30
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Massa al NOFrills: parola d’ordine diversificare


Non bastano gli investimenti, servono prodotti per un pubblico che li possa consumare”: lo afferma il country manager MSC Crociere Leonardo Massa al NoFrills di Bergamo.

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Dal suo intervento si può dedurre che i nuovi progetti delle compagnie cercano di vedere lontano, cercando di venire incontro alle esigenze di un mercato che negli ultimi anni sembra profondamente cambiato.

I clienti prenotano in momenti diversi – ha spiegato Leonardo Massa, country manager di Msc – una fetta importante di pubblico vuole programmare per il lungo periodo, quindi non ci si può far trovare impreparati. Per continuare a crescere bisogna assecondare le abitudini di consumo dei clienti”.

Il concetto espresso da Massa più volte è la necessità di apertura mentale richiesta agli operatori di oggi, ancora forse troppo fossilizzati ad attrarre solo un target molto specifico, perdendosi però il resto: “Bisogna riprendersi un mercato che ci sta sfuggendo dalle mani. I prodotti devono essere a scaffale, altrimenti non si possono usare”.

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Il country manager MSC Crociere Leonardo Massa

 

Ok quindi agli investimenti ma che siano legati a doppio filo poi con una rete di agenzie capaci “di vendere prodotti puntando sull’innovazione”, differenziando il prodotto: ecco allora un nuovo strumento per gli operatori, l’Msc Book, il nuovo portale su cui la compagnia punta tantissimo.

Troppe volte – sottolinea Massa – ci siamo fermati davanti ai luoghi comuni.

Per esempio, fino a dieci anni fa si diceva che la gente non viaggia d’inverno e quest’anno abbiamo avuto 60.000 prenotazioni sui mesi che vanno da ottobre a gennaio.

Oppure non si è mai puntato sul target giovani perché si pensava che la crociera non fosse adatta a loro, mentre invece nel 2014 abbiamo avuto 50.000 passeggeri sotto i 35 anni sulle nostre Navi dei Giovani ”.

Questo ha reso possibile che MSC riuscisse a creare dei pacchetti appositi, adatti a tutte le esigenze (pacchetti sportivi, culturali, young), che ovviamente possono essere venduti ad un target più generalizzato, più eterogeneo con un target che allrga la sua forchetta dallo “ zero ai 90 anni”.

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L’MSC Book il nuovo strumento per gli agenti di viaggio

MSC Crociere intanto è super impegnata sul fronte degli investimenti: il programma “Rinascimento”, dove Msc investirà 200 milioni di euro in nuove opere di tecnologia avanzata, sarà l’impegno del bienno 2014/2015; poi il triennio 2017-2019 vedrà il lancio del programma Vista, mentre nel 2020-2013 scatterà il progetto Seaside, con ele nuove rivoluzionarie navi.

 

29/09/2014  ore 16.00
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Crociere nel Mediterraneo: 27 milioni i crocieristi, diventerà meta numero 1


Stavros Hatzakos, presidente dell’associazione Med Cruise (che riunisce porti di 19 Paesi della regione) ha dichiarato alla stampa francese che il Mediterraneo ha tutti i numeri per diventare la meta numero uno al mondo per quanto riguarda il traffico crocieristico : “Le potenzialità per superare i Caraibi ci sono“, ha dichiarato.

Stavros Hatzakos, presidente Med Cruise

A guardare i numeri non si può non dargli ragione: ad oggi il Mediterraneo ha movimentato circa 27.000.000 di crocieristi  di cui l’80% nordamericani, tedeschi e britannici con una crescita esponenziale negli ultimi anni, soprattutto nei porti francesi che vantano una crescita a due cifre.

In Francia, infatti, nel 2012 si contavano380mila passeggeri, diventati 500mila quest’anno, con una crescita nel 2016 stimata in 800.000 passeggeri (dati del Club Crociere di Marsiglia-Provenza).

La parte del leone dei porti francesi la fà il porto di Marsiglia dove sono transitati  1.35 milioni di passeggeri quest’anno, mentre nel 2013 erano stati 1.19 milioni.

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La capitale mediterranea delle crociere resta ancora Barcellona, con i suoi attuali 2.6 milioni di croceristi, che ottiene la medaglia di legno come 4° porto al mondo, dopo quelli di Everglades, Miami e Port Canaveral (tutti e tre negli Stati Uniti).

La caratteristica che tuttavia attira di più i crocieristi nel Mediterraneo, è la possibilità, anche in crociere di 4/5 giorni, “di visitare un certo numero di Paesi, tutti di grande attrazione per i turisti, basti pensare a destinazioni come Spagna, Francia, Italia, Grecia, Turchia, Egitto“.

Una carta da giocare soprattutto con i turisti asiatici, che rappresentano una base di visitatori in aumento ma ancora con una percentuale marginale.

 

29/09/2014  ore 15.15
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La rivoluzione P&O Cruises: nuova livrea, 2 nuove navi e..la fine del buffet!


P & O Cruises in questi giorni è tra le protagoniste del panorama crocieristico internazionali: prima la presentazione della nuova livrea della Britannia, che diventerà parte anche di tutte le navi della flotta come tratto distintivo: e ora annuncia nuovi cambiamenti, alcuni davvero epocali. nuovi servizi, nuove destinazioni, nuova livrea appunto e la fine, udite udite, della barra dei buffet a bordo!

La nuova livrea

La nuova livrea

E’ il tentativo nemmeno troppo velato della dirigenza P&O di superare, forse già dal prossimo anno, il milione di passeggeri: una linea di crociera che prima di tutte ha portato le sue navi stabilmente nel continente australiano e neozelandese, ora che tutte fanno a gara per questo territorio cos’ “vergine” dal punto di vista crocieristico!

Ne è sicuro Simon Cheng, direttore marketing e distribuzione.

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Ecco quindi, oltre al Britannia già quest’anno, che il prossimo anno arriveranno due nuove navi, il cui nome è stato scelto dai suoi clienti, ed ecco il refit di due sue punte di diamante sino ad ora, la Pacific Dawn e la Pacific Jewel: subiranno un restyling che conquisterà, secondo le stime, i passeggeri tra i 30 e i 55 anni, prevalentemente di sesso femminile.

Il nuovo brand “Like No Place on Earth“, i bianchi scafi saranno “spezzati” da una linea di color blu e il nuovo e il nuovo slogan attraverso la poppa: ecco i principali cambiamenti visibili del refit.

E non finisce qui: perchè l’anno prossimo si sta studiando un evento per cui tutte e cinque le navi P & O navigheranno nel porto di Sydney in una spettacolare esibizione che si prevede già attirerà decine di migliaia di spettatori.

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Come anticipato in alto, l’anno prossimo alla flotta si uniranno la Pacific Eden e la Pacific Aria, che andranno alla scoperta di nuovi itinerari per P&O, tra cui la Thailandia, l’Indonesia, la Malesia e Papua Nuova Guinea, e che si prevede aumentino del 60% in più i passeggeri rispetto ad ora.

Secondo Tammy Marshall, vice presidente senior, la mossa rappresenta il più grande investimento in P & O della storia.

La Marshall è sicura che tra i clienti ci sarà qualche brontolio per la “fine” del vassoio al buffet e relativa coda a bordo delle navi P & O : si sono abituati a colmare i piatti all’inverosimile, è una tradizione ormai (e aggiungerei io nemmeno tanto esclusiva di questa compagnia anzi!!) , ma la nuova generazione di crocieristi è insofferente verso questa abitudine ( aggiungo sempre io meno male!) ed anzi è più interessata al buon cibo, alla sua qualità e a mangiare sano.

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Il nuovo buffet avrà una dispensa a disposizione ed un look decisamente elegante e moderno. La fine delle file e dei vassoi stracarichi!

Così, invece della barra buffet, che sa di mensa scolastica, il buffet “The Pantry” porterà un volto più contemporaneo al pranzo, dando la giusta importanza ad ogni alimento che avrà uno spazio dedicato individuale.

Ci saranno nuovi ristoranti di specialità a bordo, tra cui il “The Dragon Lady”, che servirà cucina asiatica fusion, un ristorante italiano “Angelo”, che prende il nome dal fotografo Angelo Frontoni*, e anche l’Open Kitchen, che disporrà di una scuola di cucina e della sala da pranzo, con un tavolo dello Chef dedicato.

Il “Salt Grill” di Luke Mangan – già su Pacific Jewel, Pacific Pearl e Pacific Dawn – sarà presente anche su Pacific Aria e Pacifico Eden, con un tocco in più, dovuto all’inserimento del “Salt Grill Bar”.

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Nuova anche la cantina “Cellar Door“, che permetterà non solo di degustare i vini pregiati presenti ma anche di pregustarli per finire di degustarli a cena.

Il turista da crociera australiana è giovane, di buon senso, di classe media e abituato alla vita mondana. Non gradisce affatto il buffet e una cotoletta di pollo. Vuole di più ” sostiene la Marshall….come non essere d’accordo con lei?

Ken Flavell, P&O’s hotel product development director, ha rivelato i nuovi look alla stampa, grazie ad una serie di diapositive.

Niente più buffet – non c’è bisogno di portare il vostro vassoio in giro con voi.

Andrete direttamente nel vostro spazio separato all’interno di quel locale.

Gusterete anche frutti di mare, avrete una vasta scelta di gastronomia, mangerete tranquillamente e poi vi allontanerete, senza file e assaporando cibo di qualità superiore“.

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Tra le novità i corsi per le degustazione del vino, corsi per la degustazione di whisky, rum, e anche corsi per la degustazione e l’apprezzamento del caffè, tra gli spettacoli nuovi live e Dj sparsi per la nave, per andare incontro alle esigenze della clientela abituata alla “vita mondana” e anche simulatori di auto da corsa.

Nuovi servizi in camera consentiranno ai passeggeri di ordinare qualsiasi cosa, dal cibo alle stuoie per lo yoga: il nuovo servizio garantirà anche un “bel dormire” con una scelta di cuscini a vostra disposizione.

Quindi per ricapitolare: nuovi refit, con la Pacific Dawn che vede già avvicinarsi, a novembre, il bacino di carenaggio; sarà la prima nave a mostrare i cambiamenti, tra cui la nuova “The Waterfront“, una piscina coperta dal sapore di resort, molto elegante e ricca di cabanas e amache.

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Pacific Jewel sarà invece la prima nave senza buffet ed entrerà in bacino nel maggio del prossimo anno, e sarà rinnovata in tutte le aree bar.

Un sondaggio tra i clienti australiani di P&O ha dimostrato che una gran parte della clientela è assolutamente entusiasta dei cambiamenti, soprattutto quella fetta già citata che si aggira tra i 30 e i 55 anni, ma attirando anche l’attenzione dei clienti tradizionali: l’amore per il cibo fà diventare queste crociere un’esperienza unica e il fatto di aver eliminato il buffet come è classicamente presentato, ha sicuramente anche eliminato le sue connotazioni di eccesso (ne abbiamo parlato qui).

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Inoltre, nonostante questo sia il più grande investimento nella storia dell’azienda, la Marshall si è impegnata a garantire che non ci saranno aumenti significativi nel prezzo delle crociere: al limite saranno aggiunte spese supplementari, che quindi ognuno di noi può o meno acquistare.

Non stiamo andando a modificare il prezzo di base, ma vi è la possibilità per il cliente di personalizzare quello che vogliono“.

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*Angelo Frontoni fu testimone della storia del cinema, della moda e del costume attraverso le tante sue fotografie in cui le donne ritratte rappresentavano sia un sogno proibito che un modello femminile da imitare: ritrasse una giovane e sensuale Virna Lisi, e Anita Ekbergper citarne solo alcune..Il suo primo successo come fotografo risale al 1957, quando riuscì a fotografare Gina Lollobrigida, diventando famoso per la sua caratteristica di ritrarre in bianco e nero le dive del cinema, in seguito si dedicò anche al colore, diventando uno dei fotografi più ricercati a Hollywood.

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29/09/2014  ore 14.30
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