De Falco trasferito e amareggiato: “Paese storto”


Gregorio De Falco, il capitano di fregata della capitaneria di Livorno , ricordato come colui che intimò il famoso “salga a bordo C..o!!”  all’ex comandante Schettino, è a dir poco amareggiato per il trasferimento in un ufficio amministrativo, che lo toglierebbe dal settore operativo dove ha sempre servito, e si sfoga in un’intervista sul Corriere della Sera.

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«Dover lasciare il servizio operazioni perché vengo destinato a un ufficio di carattere amministrativo» mentre Schettino sale in cattedra alla Sapienza «mi fa riflettere sulla circostanza che questo Paese è storto, privo di riferimenti corretti in cui le persone rispondano per il ruolo e la responsabilità che hanno.

Sono amareggiato e sto riflettendo su molte cose, comprese le stellette che porto addosso.

Mi sono fatto l’idea che ci possa essere un collegamento col lavoro che ho fatto per il soccorso e forse nelle indagini.

Queste conseguenze non sono coerenti con i riconoscimenti formali.

Lo Stato su di me ha speso soldi per formarmi come responsabile del soccorso marittimo, responsabilità di cui mi sono fatto carico anche quando non mi competeva, come per esempio nella notte di Concordia.

Un anno fa non fui destinato ad alcun incarico di comando come invece è successo a tutti gli altri miei colleghi. Io non mi sono lamentato, ma ora il trasferimento è un’altra cosa».

De-Falco

Gasperetti, autore dell’articolo, scrive che la decisione di destinare De Falco a incarichi non operativi potrebbe essere stata condizionata dai suoi difficili rapporti con un superiore:

Il documento-beffa è stato firmato da Ilarione Dell’Anna, già responsabile della Capitaneria di porto di Livorno durante il naufragio, promosso e spedito a Roma. De Falco non l’ha mai detto pubblicamente, ma tutti sanno che tra lui e l’ammiraglio i rapporti si erano deteriorati dopo la notte del naufragio quando De Falco era diventato, suo malgrado, il “capo della Capitaneria” e coordinatore dei soccorsi.

In passato De Falco ebbe contrasti con altri superiori, quando per esempio da comandante a Santa Margherita Ligure vietò alle navi da crociera di ormeggiare nei pressi dell’area protetta di Portofino.

Ebbe altri momenti difficili quando si espresse a favore di una nuova inchiesta per chiarire il disastro del Moby Prince, il traghetto che nel 1991 si scontrò con una petroliera e nel cui incendio morirono 140 persone al largo del porto di Livorno.

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De Falco ha concesso alcune interviste per denunciare di “essere vittima del mobbing” in seguito alla decisione deltrasferimento: uno sfogo particolarmente duro e che al momento è privo di alcuna spiegazione; su questo trasferimento è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare.

 

25/09/2014  ore 14.30
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