Portofino: «Navi da crociera? Si rischia il tracollo», parola di sindaco e associazioni


A Portofino tutti, a partire dal primo cittadino, il sindaco Giorgio D’Alia,  fresco di un incontro con il Ministro dell’Ambiente, alla Assagenti, che lanciando l’allarme e agli operatori, tutti dicevamo, chiedono a gran voce l’avvicinamento della zona di fonda delle navi da crociera: altrimenti, sostengono, «il traffico crocieristico a Portofino subirà il tracollo».

Fabio Piumetti 04/04/2007 Portofino Island Star

Una battaglia cvhe dura ormai da due anni: da quando cioè nel marzo 2012,fu emanato il decreto “salvarotte” da parte dei Ministri Passera e Clini, dopo la tragedia della Costa concrodia.

Il decreto, in poche parole, vieta alle navi mercantili al di sopra delle 500 tonnellate di passare all’interno della fascia di mare di 2 miglia nautiche, 3,7 chilometri, all’esterno del perimetro delle Aree marine protette.

Fu l’ordinanza n° 56 a tornare le navi nel Tigullio, firmata, con il placet dell’ammiraglio Felicio Angrisano (già direttore marittimo della Liguria, oggi comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto), dall’allora comandante del circondario marittimo di Santa Margherita, Emiliano Santocchini, con cui era stato sancito l’avvicinamento della zona di fonda da 2 miglia nautiche a 0,7.

Fabio Piumetti 15/08/2004 Portofino Navi Crociera

 

L’avvicinamento comunque rende “poco” : il transfert sui tender dei passeggeri richiede tempo e si sa che le navi approdano per un tempo limitato; una penalizzazione che ha ridotto e di tanto il numero di aprrodi delle navi da crociera a Portofino.

Intanto, dopo i risultati incoraggianti dei monitoraggi effettuati da Arpal e Università (da cui è risultato che le navi da crociera non inquinano) , il sindaco continua a sostenere la necessità di un avvicinamento, anche se per questa estate il limite rimarrà invariato perché, come ha dichiarato l’ammiraglio Vincenzo Melone, direttore marittimo della Liguria, «di mezzo ci sono la vita delle persone e la salvaguardia dell’ambiente marino».

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Come sta accadendo in moltissimi punti d’approdo, la necessità è coniugare al meglio le esigenze di un territorio che con il traffico crocieristico potrebbe crescere economicamente, alla tutela ambientale e alla sicurezza dei passeggeri.

04/08/2014  ore 11.50
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