Concordia: è già business! Tour in battello con relitto


E’ una voce metallica che esce dal megafono quella che invita i turisti a salire a bordo di un battello, che in un’ora e dieci minuti, vi porterà in un giro turistico a dir poco..di dubbio gusto (secondo il nostro personalissimo parere)!

«Attenzione! Attenzione! Giro speciale del porto di Genova. Motonave in partenza: arriveremo fino a Voltri, dove si potrà vedere da vicino il relitto della Costa Concordia».

battello costa concordia

 

Photocredit: Balostro

E’ proprio il relitto della Concordia, ormeggiato nel porto di Prà-Voltri, ad essere il soggetto del viaggio in battello: da subito, cioè da lunedì, è stata aggiunta una corsa speciale, per vedere da vicino quel che rimane del gigante dei mari.

Oltre al servizio Navebus, che solitamente naviga all’interno dei tre bacini portuali di Porto Vecchio, Avamporto e Porto Nuovo e che arriva sino a Pegli, c’è una corsa speciale, creata apposta da quando il relitto è arrivato a Genova, che si spinge oltre Pegli, fino alle vicinanze del Vte.

La partenza è fissata giornalmente alle 16 dal Porto Antico, accanto alla tensostruttura di piazza delle Feste.

E costa non poco assistere alla spettacolarizzazione della tragedia: dieci euro, per fare il viaggio di andata e di ritorno.

concordia

La nave non è pubblicizzata, nemmeno sui cartelloni sparsi per calata Mandraccio che invitano a salire sui battelli.

Ma al gabbiotto della biglietteria lo pubblicizzano eccome e con bella enfasi: spiegano che si tratta di un’iniziativa lanciata non appena è arrivata la carcassa della nave nel porto ponentino, come a dire non perdetevi di assistere alla tragedia del mare, anzi, di quel che rimane.

«Volete vedere la Concordia? Potete prendere il battello del Navebus alle 14.15: state tranquilli, si vede perfettamente anche con quello perché ci arriviamo a 400 metri di distanza, le fotografie vengono benissimo» rassicurano dalla biglietteria ( come racconta il reportage del Secolo XIX) «Altrimenti spendete qualcosina di più e aspettate il battello speciale, quello che parte alle 16: costeggia la Concordia da ancor più vicino, siamo intorno ai 200 metri. Da lì sì che si vede perfettamente».

C’è chi si accontenta del giro da lontano col servizio di Navebus, perchè 10 euro son tanti.

NaveBus1

«Costa sei euro il giro normale del Porto, dovevamo aumentare un pochino la tariffa perché ci spingiamo fino a Voltri: per questo costa dieci euro il biglietto» è la giustificazione pronta al botteghino a chi chiede spiegazioni.

Il reporter chiede un pò in girole motivazioni della scelta e cita tal Joerz Klotzin, un turista berlinese in vacanza nel ponente ligure con moglie e figlia, che dice «Sono in villeggiatura per due settimane a Finale Ligure – spiega – ma qui a Genova siamo venuti apposta per vedere la Costa Concordia: uno spettacolo macabro, ma sicuramente fa parte della storia» e la sua giustificazione pare uguale a quella di tante altre persone a bordo.

Intanto il megafono a bordo avverte che «In lontananza cominciamo a vedere il relitto di questa sfortunata nave: tra poco ci avvicineremo sempre di più. Quando saremo più vicini al relitto non potremo più commentare, perché sono ancora in corso le ricerche del disperso e non vogliamo disturbare».

Costa Concordia final voyage

Più la nave si avvicina, più è insistente il clic delle macchine fotografiche e a duecento metri dal relitto, inizia la cronistoria della nave: dalla nascita in Fincantieri, passando per i dettagli tecnici (peso, lunghezza, larghezza) fino ad arrivare al dramma seguìto all’inchino al Giglio. «Guardate, guardate bene com’è ridotta una nave da 450 milioni di euro: pensate che il costo tra lo smaltimento e il recupero è di oltre un miliardo e mezzo. Ma ora vi lascio fare le vostre considerazioni, le vostre foto e le vostre riflessioni» conclude la voce al megafono.

Infine, una lunga pausa, come un minuto di silenzio, per finire con un applauso «La sera del 13 gennaio questa nave è stata teatro di morte e disperazione: ci sono stati dei morti, c’è ancora un disperso. Vi chiediamo un po’ di rispetto per queste persone».

Non ci stupisce più di tanto, come tutte le iniziative che vi abbiamo raccontato in questi giorni:  siamo evidentemente noi troppo sensibili, e non riusciamo a capire sino in fondo le reali motivazioni per cui ci si debba spingere a tanto, anche se dobbiamo ammettere che se certe iniziative si prendono, evidentemente c’è richiesta di mercato e dove c’è richiesta di mercato i falchi si fan trovare sempre pronti.

Dato che comunque a ben guardare non si prendono iniziative in merito a tutte queste spettacolarizzazioni, almeno ci rimanga la speranza che in effetti una preghiera possa realmente arrivare alle anime di chi, in quel relitto, ha perso la vita e di chi, in quel relitto, ancora non è stato trovato.

02/08/2014  ore 14.10
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