Costa Concordia: Kevin Rebello «Vorrei riportare Russel a Mumbai»


«Vorrei con tutto il mio cuore che si avvera il tuo desiderio. Ti sono vicino, Francesco S».

Ecco il testo, incluso grossolano errore grammaticale, del messaggio che Francesco Schettino ha inviato al fratello dell’unico disperso della tragedia del Costa Concordia, Russel Rebello: un messaggio che di certo Kevin non si aspettava, ma che sono arrivate nel pomeriggio di venerdì sul suo telefonino.

«Quando ho visto il messaggio sono rimasto sorpreso – conferma – non avrei mai pensato di scrivergli e invece l’ha fatto lui. Gli ho risposto tre giorni dopo con un semplice “grazie”. Mi ha fatto piacere ricevere quel pensiero, l’augurio che tutto vada a buon fine».

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«Su Schettino è stato scritto molto, soprattutto da quando sono apparse le sue foto durante una festa a Ischia. Ma io non ce l’ho con lui – spiega con la voce lieve – C’è un processo in corso, i giudici evidentemente non hanno ancora le prove necessarie per stabilire le responsabilità. Quindi per me rimane un uomo libero, può fare quel che vuole. Soprattutto della sua vita privata».

Parole che da tutti ti potresti aspettare ma non dal fratello di una delle persone che nella notte della tragedia ha visto fermare la sua vita: l’ennesima dimostrazione di civiltà che questo ragazzo ha dimostrato nei confronti sia di Schettino ma anche di tutti gli “attori” di questa vicenda.

Kevin, mentre è intervistato dall’inviato del Secolo XIX, osserva Nick Sloane, il salvage master della Concordia, che in quel momento ha appena toccato terra. «Siamo rimasti in contatto continuamente via sms, Nick mi scriveva dalla plancia, sono felice che sia andato tutto bene – sospira – ora aspetto solo che comincino le ricerche».

Kevin ora aspetta solo di ricevere il corpo del fratello ed è grato che la nave sia rimasta in Italia e non sia andata in Turchia.

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«Sono così contento che la Concordia sia rimasta in Italia, temevo che venisse smantellata in Turchia o in chissà quale altro porto. Non ci sarebbe mai stata l’umanità che ho visto qui, nelle ricerche dei dispersi», afferma «Tutto quello che vorrei è portarlo a Mumbai, la città dove è nato e dove vivono i nostri genitori. Loro non sono mai venuti in Italia».

Probabilmente non sarà una cosa che avverrà in tempi brevi.

 

28/07/2014  ore 20.16
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