Costa Concordia: quella strana solitudine al Giglio


E’ una strana solitudine quella che sta cominciando a sentire il Giglio e i gigliesi in queste ultime ore:  gli operai della Titan Micoperi, l’azienda specializzata nei cantieri sommersi, che da due anni popolavano l’isola, son partiti e così pure i 120 sub che giorno e notte hanno lavorato sott’acqua.

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Tutte persone di ogni angolo del mondo, che fanno un lavoro che definire particolare e duro è un eufemismo, ma con una specializzazione così accurata che gli rende indispensabili in operazioni così complicate in tutto il mondo appunto.

Tra questi ragazzi e i gigliesi si è stretto nella maggioranza dei casi un bel rapporto, tanto che in due anni son nati degli amori, dei bimbi stanno per nascere : e già perchè in tutto questo c’è un pargolo in arrivo a settembre che è già stato battezzato “il pupo della Concordia”, il figlio di Virginia e Simon, che ora si sono trasferiti a Bristol.

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Al momento dei saluti mentre lasciano l’isola non mancano le lacrime, ma anche gli abbracci di chi ha imparato a conoscerli in ogni loro aspetto: due anni son lunghi e per forza di cose in un isola di 400 anime ci si conosce tutti.

Ed è proprio queste due anime che hanno spaccato i gigliesi a metà: chi è contento che tutto sia finito e si ritorni alla assoluta tranquiliità a cui si era abituati e chi invece cede alla nostalgia.

«Quella notte è stata terribile e il relitto incastrato sugli scogli non ci dava pace», racconta Massimiliano della trattoria “Porta via” affacciata sul Porto a La Repubblica che ha raccolto in giro l’umore della gente nel dopo partenza «Ma è stato il naufragio a farci sbarcare il mondo in casa, sembra brutto forse dirlo ma è la verità e qui lo sanno tutti.

Mi sembrava di abitare in un posto nuovo che non avevo mai visto. La sera era bello uscire, c’era sempre gente in giro, i locali pieni anche d’inverno, le feste.

Pure tanto lavoro, ammettiamolo, gli incassi sono aumentati, di solito il guadagno si concentra nei due mesi estivi mentre per il resto dell’anno qui saremo al massimo 400 persone».

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Un momento dei festeggiamenti degli operai della Titan appena la nave è partita

La dipendente della gelateria Nilo è ancora più schietta: «A fine agosto ci accorgeremo all’improvviso che dopo la Concordia sarà più difficile stare qui. E chi ha esultato guardandola partire presto se ne pentirà».

I proprietari di bar e ristoranti son quelli chelamentano di più la perdita del caos e del via vai di gente: come Franca Melis del Caffè Ferraro, che ha creato addirittura una maglietta per ringraziare lo staff della Titan Micoperi.

«Ho conosciuto più gente adesso che in tutta la vita», dice.

*la nuova fase, quella del ripristino dei fondali è stata messa a gara, Micoperi ha partecipato ma non conosce ancora l’esito della selezione. Che si saprà domani col vincitore tra le 12 offerte arrivate

25/07/2014  ore 13.00

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