Costa Concordia ha superato la Corsica, è in alto mare. A Genova scatta il piano anti-sciacalli


La Concordia vede vicino il traguardo di metà del viaggio che la riporterà per l’ultima volta a casa, a Genova, dove è stata costruita: oltre 92 miglia percorse ed è in pratica a metà del suo percorso, navigando tutta la notte a una media di 2,5 nodi, raggiungendo, in alcuni punti, anche i 3 nodi.

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Tutto sta andando come previsto, stiamo facendo una vera e propria passeggiata in questo mare meraviglioso, circondati da queste splendide isole” ha detto l’ammiraglio della Marina Stefano Tortora, l’uomo che il commissario Franco Gabrielli ha voluto fin dall’inizio di quest’avventura accanto a Nick Sloane affinché fosse chiaro che lo Stato in tutta questa operazione è un controllore attento.

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Il suo arrivo è previsto per le tre di domenica mattina, mentre le operazioni per l’ingresso in porto dovrebbero iniziare intorno alle 6.

Tortora, che è a bordo della Concordia, nella stanza dei bottoni piazzata sul ponte più alto della nave racconta che “Ieri pomeriggio abbiamo fatto delle regolazioni ai martinetti idraulici e alcuni assestamenti dei cassoni che gestiscono la zavorra ma non è stato nulla di preoccupante. Sono state ore tranquille“.

Le condizioni meteo sono ottimali – conferma Franco Porcellacchia – così come il funzionamento della nave. Con questo ritmo la Concordia sarà a Genova alle 3 di domenica mattina”.

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E in effetti la prima notte della Concordia in mezzo al mare dopo due anni e mezzo aggrappata ad uno scoglio, è filata via liscia, rischiarata dalle nuove luci montate sui ponti che erano visibili fino a 15 miglia di distanza.

Qualche grattacapo in più il convoglio che scorta la nave lo ha avuto nel corso della giornata di ieri: prima la ‘visita’ delle autorità francesi e poi un fastidioso vento di tramontana girato a Mistral ne hanno un po’ rallentato la corsa.

I francesi si sono presentati di prima mattina: una grossa imbarcazione con a bordo esperti di questioni ambientali ha incrociato la Concordia prima che virasse a nord dopo aver passato l’isola di Pianosa.

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Prima ha monitorato che il convoglio non sconfinasse in acque francesi e, dopo, lo ha controllato a distanza. Lo stesso Nick Sloane è salito a bordo della nave della Guardia Costiera che si è diretta verso i francesi.

Abbiamo avuto diversi contatti con loro – assicura l’ammiraglio Tortora – c’è stato uno scambio di informazioni, ma nessun problema“.

Alla Francia è tornato a rispondere ancora una volta Franco Gabrielli. “Riteniamo che la cornice di sicurezza predisposta per il trasferimento – dice il capo della Protezione Civile – sia tale da garantire sia i francesi sia gli italiani. Sta avvenendo tutto nella più totale trasparenza e non c’è alcun riscontro sulla benché minima ricaduta ambientale“.

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Anche le imbarcazioni di protesta partite ieri dalla Corsica con in testa il primo cittadino di Bastia hanno avuto vita breve dato che la nave è filata via senza nessun problema, facendo notare per l’ennesima volta come il tutto sia stato solo un pretesto per una maggiore visibilità a livello internazionale, sfruttata, non c’è che dire, in maniera eccellente dallo staff del Sindaco.

Anche in Toscana rimane la scia polemica del presidente della Regione Enrico Rossi (Pd). ”C’è un errore nella conduzione della vicenda – continua a ribadire Rossi – la scelta di affidare ad un privato la destinazione e la scelta di un porto mettendo cinque volte di più a rischio l’ambiente è una scelta che non condivido”.

I cittadini della Toscana e dell’Italia capiscono bene quello che voglio dire, noi ci siamo comportati bene, queste polemiche mi hanno scocciato, per favore vadano via presto dalla Toscana“.

Rossi punta il dito contro il prefetto Gabrielli e il ministro dell’Ambiente Galletti: “Io ci sono stato fin da subito a vedere quello che era successo, loro sono arrivati molto dopo, si chiuda qui questa vicenda dolorosa nella quale la Toscana, tutta, si è comportata molto bene”.

A Genova, oltre ad aspettare la nave, si lavora anche al piano anti-sciacalli, che ha visto moltissimi esempi di come si possa scendere in basso per un tornaconto economico, certo non giustificato anche in momenti di crisi economica.

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E’ proprio su questa strada che stanno lavorando le forze dell’ordine in questi giorni, mettendo a punto le misure per garantire alla Concordia una morte dignitosa, al riparo dagli sciacalli.

Diverse riunioni in questi giorni hanno coinvolto questura, carabinieri, prefettura e capitaneria di porto. E un nuovo summit si terrà stamattina con il coordinamento del questore di Genova Vincenzo Montemagno.

L’oggetto dell’incontro è appunto la predisposizione di pattuglie e precauzioni da mettere in atto per evitare che la dismissione venga disturbata da episodi poco piacevoli.

Curiosi che intralciano i lavori, nella migliore delle ipotesi, malintenzionati decisi a saccheggiare ciò che resta per poi poterlo rivendere, nella peggiore.

La posizione di Costa è stata ufficializzata da tempo: «Non ci saranno souvenir, non ci sono parti della nave in vendita – fanno sapere dalla compagnia – Il materiale recuperabile verrà riciclato, il resto verrà distrutto. Le modalità sono in corso di definizione».

Una scelta comprensibile per il rispetto dovuto alle vittime della tragedia, 33 le persone che il 13 gennaio del 2012 persero la vita nel naufragio al largo dell’isola del Giglio, e alle loro famiglie.

 

25/07/2014  ore 10.30
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