Costa Concordia riemerge lentamente


La prua è ancora sott’acqua, come la scritta Costa Concordia simbolo della tragedia: ma dopo cinque giorni di operazioni, i progressi cominciano a vedersi e la nave sta lentamente riaffiorando.

Anche se prima che possa prendere di nuovo il mare, seppur come un malato in barella, mancano ancora 48-60 ore. L’operazione rigalleggiamento va dunque avanti ed il fatto che oggi a Porto Santo Stefano si sia tenuta una riunione operativa per mettere a punto la rotta e i dettagli del convoglio che scorterà la Concordia a Genova, è il segnale che, forse, la parte più difficile è stata superata.

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D’altronde sono gli stessi tecnici, che nei giorni scorsi non avevano nascosto le difficoltà emerse per collegare cavi e catene ai cassoni che devono consentire alla Concordia di rigalleggiare, ad essere molto più ottimisti.

Stiamo registrando dei progressi costanti – dice il responsabile del progetto Franco Porcellacchia – abbiamo il totale controllo del mezzo e dunque siamo tranquilli e fiduciosi“.

I progressi riguardano il fatto che il ponte 5, dopo il 6, è quasi completamente riemerso.

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Ed inoltre resta da collegare una sola catena a poppa e il cassone di prua: significa che, se non insorgeranno nuovi problemi, nella mattinata di sabato comincerà il rigalleggiamento vero e proprio.

Verrà dunque immessa aria nei cassoni e espulsa l’acqua, per far riemergere la Concordia di 10-11 metri, visto che la parte già fuori è di 4,15 metri.

Ancora incertezza, invece, sulla data di partenza. “Le cose non sono cambiate – ha ribadito Porcellacchia – lunedì sembra che le condizioni meteo non siano delle migliori e dunque è ipotizzabile la partenza martedì. Per quanto ci riguarda, noi puntiamo comunque ad essere pronti già per lunedì“.

Una decisione definitiva verrà presa molto probabilmente domani sera, quando le previsioni saranno più precise. Intanto però si mettono a punto i dettagli del viaggio.

La Capitaneria di Porto ha emesso l’ordinanza che stabilisce una zona rossa di tre miglia tutto attorno alla Concordia: qualsiasi imbarcazione non autorizzata dovrà starne fuori e procedere ad una velocità ridotta nei pressi del convoglio, per non provocare onde pericolose.

Le navi e i natanti – si legge nell’ordinanza a firma dell’ammiraglio Arturo Faraone – che nel corso della propria navigazione si trovino ad incrociare la rotta del convoglio di trasferimento del relitto della nave Costa Concordia dall’isola del Giglio al porto di Genova, dovranno mantenersi a una distanza non inferiore alle tre miglia nautiche dal relitto e prestare massima attenzione nella ricezione di Securité, Avurnav, messaggi, comunicazioni d’informazione e circolari Immarsat“.

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Nell’ordinanza si precisa inoltre che il trasferimento avverrà “tra il 21 e il 30 luglio prossimi” ma le “date di inizio e di termine delle operazioni sono da considerarsi meramente indicative“.

Ad avere la responsabilità del convoglio sarà il comandante del ‘Blizzard’, uno dei due rimorchiatori oceanici che traineranno la Concordia: spetterà a lui la decisione finale sulla rotta da percorrere che, allo stato, non è cambiata rispetto a quella indicata da Costa nel progetto presentato al governo.

Per la prima parte del percorso, sono stati ipotizzati due scenari alternativi per lasciare il Giglio.

Il primo, dopo che la nave sarà stata girata, prevede una rotta a sud e poi ad ovest mentre il secondo ipotizza che la Concordia punti a nord per poi svoltare verso ovest.

Nel caso fosse scelta la rotta verso sud, la nave passerebbe nuovamente davanti alle Scole, gli scogli sui quali Schettino è andato a schiantarsi.

E chissà se è questo il vero motivo per il quale Costa ha già fatto sapere di preferire l’ipotesi che punta a nord.

Quale che sia la rotta, è vero quello che dice il sindaco Sergio Ortelli: “Non sarà una festa per noi ma la conclusione di una vicenda che abbiamo patito“.

 

Fonte: Ansa

 

19/07/2014  ore 15.00
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