Costa Concordia: la Francia attacca: «Chiediamo garanzie sulla salvaguardia ambientale»


Mentre la tabella di marcia registra 12 ore di ritardo per la prima volta da quando è partita l’operazione di rigalleggiamento di Costa Concordia all’Isola del Giglio, scoppia l’ennesima polemica, che stavolta rischia di diventare un caso internazionale: la Francia chiede garanzie all’Italia e definisce «inaccettabili le incertezze sulla rotta», che dovrebbe sfiorare la Corsica, circa 30 km in acque internazionali.

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Sègolène Royal, il ministro dell’Ambiente, rispondendo al sindaco di Bastia, Gilles Simoni, che mostrava le sue preoccupazioni, è andata giù pesante e ha annunciato di aver chiesto al prefetto marittimo del Mediterraneo e al ministro della Difesa di adottare tutte le precauzioni necessarie.

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Queste le richieste del ministro francese, perentorie e senza appello per il Ministro:

  • fornire una prova scritta e incontestabile del pompaggio completo degli idrocarburi dai serbatoi della Concordia;
  • fornire la prova di assenza di rischi legati ad altre sostanze pericolose ;
  • comunicare l’itinerario preciso del convoglio.

«Circolano molteplici informazioni sulla prossimità del passaggio al largo di Capo Corsica – scrive la Royal – auspico avere l’informazione esatta, visto che questa incertezza è inaccettabile».

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Il titolare dell’Ambiente d’Oltralpe ha disposto che una nave francese antinquinamento accompagni il convoglio della Concordia per tutto il tratto di mare in prossimità della Corsica e, rivolgendosi direttamente al ministro Gian Luca Galletti, ha concluso: «Fin quando le prove di cui ho parlato non mi saranno comunicate, autorizzare la partenza del Costa Concordia non mi pare pensabile. Sono sicura che il ministro sarà altrettanto attento nel preservare le coste francesi e le coste italiane da un inaccettabile oltraggio all’ambiente».

Replica immediata di Galletti. «Come ho avuto modo di spiegare di persona al ministro Royal, le prescrizioni del ministero dell’Ambiente sono stringenti e inflessibili. I controlli costanti e rigorosi. La sicurezza ambientale del Tirreno sta a cuore prima di tutto all’Italia che per quella tragedia ha già pagato un prezzo altissimo».

17/07/2014  ore 11.45
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