Costa Concordia: ecco come la nave lascerà il Giglio


L’ultima fase del progetto di rimozione della Concordia durerà 1 settimane, salvo imprevisti tecnici o condizioni meteo non favorevoli.

Sette-dieci giorni per tornare a galleggiare e altri 4-5 per coprire, trainata dai rimorchiatori, il tragitto dal Giglio a Genova .

++ Concordia: Gabrielli, rimozione nel mese di giugno ++

In questo momento al Giglio lavorano sia di giorno che di notte circa 320 persone con 30 mezzi navali a disposizione: il progetto ha raggiunto la quarta di 5 fasi, quella che prevede il montaggio dei cassoni (sponson) che dovranno consentire il “rigalleggiamento” sul lato di dritta.

Al momento è stato installato il cassone S6, il settimo dei 15 complessivi previsti e sabato si inizierà con l’S5.

A questi, inoltre, andranno aggiunti altri 4, che devono essere montati sul lato di sinistra del relitto in modo che alla fine dell’operazione la Concordia possa contare su un totale di 30 cassoni.

Concordia: Costa ha deciso, sarà demolita a Genova

L’installazione degli sponson è iniziata a metà aprile, ha già subìto una duplice battuta d’arresto a causa di una mancata autorizzazione e di un problema a una delle strutture e dovrebbe essere completata entro i primi 10 giorni di luglio: «L’operazione durerà circa una settimana, e sarà irreversibile», ha detto qualche giorno fa il coordinatore del progetto per la Costa Concordia, l’ingegner Franco Porcellacchia.

Finito il montaggio degli sponson, inizierà l’ultima fase del progetto, vale a dire il “rigalleggiamento” e la rimozione della nave.

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Per mezzo di un sistema pneumatico, i cassoni sui due lati del relitto saranno progressivamente svuotati dall’acqua e forniranno la spinta necessaria a fare rigalleggiare la Concordia, che attualmente poggia sul falso fondale creato dai tecnici a circa 30 metri di profondità.

Terminata questa fase, la parte che rimarrà sommersa sarà di circa 18,5 metri.

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Al momento il crono-programma prevede che questo step avvenga tra il 12 e il 19/20 luglio, ed è questo il momento più rischioso: all’interno della nave ci sono ancora circa 160 tonnellate di liquidi inquinanti, residui di carburante e olii che non si è riusciti ad asportare quando furono svuotati i serbatoi per via della posizione della nave, liquidi che potrebbero uscire, creando un serio problema ambientale.

Ed è proprio questo uno dei punti sui quali si sta concentrando il lavoro degli ingegneri.

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Una volta in galleggiamento, la Concordia verrà agganciata ai rimorchiatori che la traineranno, a una velocità di 3 miglia l’ora, sino al porto di Genova.

Engineers Attempt To Raise The Costa Concordia Cruise Ship After It Sank In 2012

Ad “accompagnare” il relitto nell’ultimo viaggio ci sarà anche Legambiente e con ogni probabilità i mezzi della Castalia, il consorzio che per conto del ministero dell’Ambiente assicura i servizi antinquinamento per la salvaguardia delle coste e dei mari Italiani.

 

Fonte: ilsecoloXIX

31/05/2014  ore 16.00

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