Sindrome da rientro da crociera: alzi la mano chi ne ha mai sofferto!


Avete presente la pubblicità, quella famosa di Costa Crociere, che parla dell’angoscia del ritorno da una crociera, del senso di nullità al rientro dalle vacanze ..gente che sogna ad occhi aperti, che si dispera e piange..

Sembra solo una pubblicità ma il riferimento sul disagio al rientro delle vacanze non si discosta più di tanto dalla realtà.

Una sindrome reale, chiamata da rientro, che attanaglia soprattutto chi le vacanze le sogna un anno intero.

Subito potremmo considerarli capricci, scuse da sfaticati, fisse da fissati..bè non è proprio così!

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La sindrome post-vacanza, che sia essa da crociera o meno, esiste eccome e se ne è occupato anche il Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Medicina del Turismo, che sta conducendo da diversi anni uno studio proprio sulla “sindrome da rientro“.

Lo studio si basa su diversi elementi tra cui la destinazione, il tipo di vacanza, l’età, il sesso, il tipo di lavoro etc.

In Italia pare si stia verificando sempre meno, ma ciò potrebbe semplicemente legato al fatto che si viaggia di meno a causa della crisi, soprattutto si preferiscono viaggi in terra nostra, più vicina a noi quindi, dove, vuoi per affollamento, vuoi per costi alti di spiagge ed ombrelloni,  tutto o quasi ha poco del sogno.

Di sindrome da rientro si cominciò a discutere già negli anno ’90: viene descritta con sintomi di natura ansioso-depressiva, seguita da astenia, sudorazione, disturbi del sonno, inadeguatezza anche in azioni semplici, paura del futuro.

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La sindrome è particolarmente dura da smaltire soprattutto in questi casi particolari:

  • per frustrazione di non aver potuto fare tutto ciò che ci si era prefissati di fare, senza essersi divertiti, senza essersi rilassati, senza aver potuto ampliare le proprie conoscenze come magari si era sognato di fare.
  • difficoltà di adattamento anche a causa magari della fatica che la vacanza stessa ci ha richiesto
  • trovare code lungo le strade, scioperi improvvisi di aerei e treni, possono acuire il senso di ansia
  • inconvenienti di viaggio possono capitare anzi capitano decisamente sempre, ma spesso trovare musei chiusi, malattie improvvise o piccoli malori, può contribuire al senso generale di disagio post vacanza

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Per fortuna la sindrome dura al massimo qualche giorno, ma in alcuni casi si può protrarre oltre il mese,questo se il viaggio è durato parecchio tempo.

Solitamente più è lunga è una vacanza più è difficile riprendere il tran tran quotidiano e la piena efficienza psico-fisica.

Nel malessere generale che ne consegue è facile dimenticare appuntamenti, numeri di telefono, progetti e certamente lo stato simil-depressivo può anche condizionare la sfera affettiva personale oltre il lavoro.

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Al rientro tuttavia se riusciamo a seguire questi quattro piccoli consigli forse riusciamo a rimanerne indenni:

 

  • accettare il malessere come tale, tuttavia progettare la futura vacanza aiuta a stare meglio, secondo la massima “chiodo scaccia chiodo”.
  • diamoci tutto il tempo che ci serve per recuperare la forma e la piena efficenza psico-fisica: evitiamo di sovraccaricarci di lavoro e possibilmente non rientriamo a lavoro il giorno dopo esser rientrati; se possibile datevi il tempo di ri-ambientarvi.
  • E’ importante riposare correttamente quindi dormite quelle 7/8 ore giornaliere
  • Non pensate alla situazione economica al rientro.O perlomeno non fatene una questione di vita o di morte..programmare al meglio le proprie vacanze evita di spendere più di quello che ci si era prefissati. E se anche succede..pazienza! Si recupererà pian pianino.

Il consiglio che preferiamo più di tutti consigliarvi è..programmate già la prossima vacanza, anche se non sapete quando esattamente la farete; ma il solo pensiero mette già nello stato d’animo positivo che scaccia via qualsiasi malinconia 🙂

 

28/05/2014  ore 22.45
“Articolo di Crazy Cruises in riproduzione riservata” protetto da licenza Creative Commons International: Devi attribuire adeguatamente la paternità sul materiale, fornire un link e indicare se sono state effettuate modifiche.”
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