Concordia: per i carabinieri le vittime sono tutte morte annegate


Rivive nel processo di Grosseto il dramma dei passeggeri della Costa Concordia.

Ieri si sono sentite le intercettazioni delle telefonate..i contatti con i numeri di soccorso, in particolare al 112, in tutta la loro drammaticità.

Oggi è il giorno della deposizione del capitano dei carabinieri Marco Barone, teste d’accusa al processo di Grosseto, con le dichiarazioni sulla causa effettiva della morte dei passeggeri, dato che ha avuto il compito di identificare le vittime e di ricostruire dinamica e cause dei decessi.

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Durante il processo le immagini delle vittime della nave non verranno mostrate, anche per rispetto nei confronti dei familiari, in quanto definite “troppo dure e raccapriccianti”: così hanno deciso tribunale e parti.

Marco Barone era il comandante della compagnia dei carabinieri di Orbetello (Grosseto) quando si verificò il naufragio all’Isola del Giglio il 13 gennaio 2012 e oggi appunto, ha deposto e spiegato che “L’asfissia da annegamento è la costante causa di morte riscontrata per tutte le 32 vittime della Costa Concordia. Nessuno è morto per cause dirette legate all’impatto” della nave contro gli scogli del Giglio “tutti hanno perso la vita per cause conseguenti, ma non per l’impatto in sé“.

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Mentre la Costa Concordia si stava inclinando fu deciso che le persone sul lato sinistro della nave andassero sul lato destro, formando una catena umana.

Ma nell’effettuare tale trasferimento alcune vittime si sono accorte che l’acqua stava affiorando, che l’acqua creava un gorgo, un risucchio: la catena umana ha cercato di allontanarsi invertendo la marcia, cosi’ alcuni sono stati persi di vista e sono stati ritrovati morti annegati” ha riferito il capitano Barone testimoniando sulle dinamiche dei decessi nel naufragio del Giglio.

Secondo la ricostruzione dell’ufficiale dell’Arma, la progressiva inclinazione della nave trasformò i corridoi interni alla Costa Concordia in pozzi scivolosi dove molti trovarono la morte anche se i  primi tre morti furono ritrovati all’esterno della nave, in acqua.

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Molte salme indossavano i giubbotti salvagente sebbene ciò non impedì l’annegamento.

Alcuni cadaveri sono stati trovati incastrati tra un terrazzino esterno alle cabine e la roccia del Giglio, altri trascinati dall’acqua nelle trombe delle scale e degli ascensori bloccati, altri schiacciati tra la murata del lato dritto e gli scogli.

 

29/04/2014  ore 14.00
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