Crociere, il settore in Italia frenato da incertezze e vecchie normative


Anche il mercato crocieristico in sofferenza in Italia.

Nuove navi in arrivo e previsioni positive a livello europeo, non aiutano il settore dato che le proiezioni per il 2014 indicano un decremento per l’Italia.

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Ma cosa scoraggia gli armatori ad investire sul mercato italiano?

Le tariffe portuali in aumento non aiutano di sicuro ma anche le normative ormai vecchie ed i ricorsi da tempo paralizzano il settore.

«Tra le molteplici motivazioni che stanno alla base della contrazione, in controtendenza, prevista sul mercato italiano – commenta Sergio Senesi, presidente Cemar Agency Network – il Decreto Salva Coste che già nel 2013 ha creato difficoltà alle navi che danno fondo in rada. A questo si aggiungono l’aggravarsi della situazione di Venezia, che quest’anno causerà la perdita di oltre 1.000.000 di passeggeri nel Mar Adriatico (Il 18 marzo scorso il Tar del Veneto ha bocciato il limite alle maxi navi, quindi la questione slitta al 12 giugno) e che, se non risolta, produrrà un’ulteriore crollo di presenze nel 2015, e le numerosedifficoltà burocratiche. Questa incertezza frena gli armatori che puntano su altri mercati – aggiunge Senesi – Carnival, Rccl, Princess Cruises hanno diminuito la presenza sul Mediterraneo e Msc ha deciso di concentrarsi maggiormente su altri mari».

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Per il 2015 si parla di una lieve ripresa, soprattutto grazie alla nuova gigantesca nave di Rccl che sarà impiegata sul Mediterraneo, mentre per il ritorno delle navi Carnival si dovrà attendere il 2016.

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