Il Tar dà ragione a Venezia Terminal Passeggeri, cadono i limiti per Grandi Navi a San Marco


Si torna al punto di partenza. Almeno questa è l’impressione dopo che il Tar, il tribunale amministrativo regionale, ha accolto lunedì pomeriggio la richiesta di sospensiva del’ordinanza della Capitaneria di porto che introduceva il divieto di ingresso dalla bocca di porto del Lido (e quindi nel bacino di San Marco) a imbarcazioni superiori a 96mila tonnellate di stazza. Un divieto che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 2015. Tra pochi mesi, dunque.

VENEZIA:'NO GRANDI NAVI',SERVE 'RIVOLUZIONE' MODELLO CROCIERE

A schierarsi contro la decisione che venne presa dall’allora governo presieduto da Enrico Letta è stata Vtp, Venezia Terminal Passeggeri.

La società che, dopo che l’ex esecutivo aveva recepito i precedenti dettami del decreto Clini-Passera, aveva lamentato possibili conseguenze nefaste in fatto di economia e soprattutto di livelli occupazionali.

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Per questo motivo la richiesta di sospensiva era stata presentata in maniera distinta anche da una cordata di imprese portuali dell’indotto, timorose di subire un contraccolpo negativo dopo l’introduzione del “blocco”.

Ora per capire il da farsi bisognerà aspettare l’udienza di merito prevista il 12 giugno prossimo, quando verranno esposte le motivazioni della sentenza e di nuovo discussi i limiti imposti dal decreto governativo.

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Il Tar dunque sospende sia la disposta riduzione del 12,5% dei passaggi delle Grandi Navi davanti a San Marco prevista entro il 2014, sia il più generale blocco dei “bisonti del mare” oltre le 96mila tonnellate a partire dall’anno successivo.

Limitazioni che secondo il giudice “devono essere subordinate alla disponibilità di praticabili vie di navigazione alternative a quelle vietate”.

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Insomma, prima si individua il nuovo percorso per raggiungere la Marittima (in pole position lo scavo del canale Contorta – Sant’Angelo), poi si potranno introdurre i divieti.
I quali da Vtp erano da subito stati visti come il fumo negli occhi, sottolineando come secondo la società di gestione della Marittima, imposizioni del genere avrebbero determinato il rischio di dimezzare il numero di passeggeri e di mettere a rischio 2.500 posti di lavoro.

“NON SI SONO VALUTATI A PIENO I RISCHI”

VENEZIA: NO GRANDI NAVI,CORTEO ACQUEO E PROTESTA A SAN MARCO

L’ordinanza, secondo il Tar, “non appare sostenuta da una adeguata attività istruttoria preliminare, volta all’identificazione dei rischi connessi ai traffici nei canali in questione e ai transiti delle navi con stazza superiore a 40.000 tonnellate“.

Insomma, secondo i giudici non si sarebbero calcolate a dovere le conseguenze di limitazioni del genere, indicate dal ministero delle Infrastrutture nello scorso novembre.
Avrebbero dovuto regolamentare i due anni di transizione (2014 e 2015) in vista di una successiva “soluzione definitiva”.
Il Tar con questa decisione di fatto boccia quindi le stesse linee guida indicate dall’esecutivo Letta a fine 2013, tacciandole di “genericità e indeterminatezza”.

I NO GRANDI NAVI

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Non si sono fatte attendere le reazioni di chi si è da sempre schierato contro i passaggi delle Grandi Navi davanti a San Marco.
Il Tar del Veneto accoglie il ricorso delle lobby delle crociere. Niente più divieti in bacino e limiti alle dimensioni delle imbarcazioni. Tutti pronti alla mobilitazione?“, scrive su twitter il comitato No Grandi Navi.

“ARRIVERA’ LO SCAVO DEL CONTORTA”

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La decisione del Tar non può, né deve, assolutamente distrarci, o peggio fermarci, dal voler trovare e realizzare entro il 2016 la via d’acqua alternativa per raggiungere la Marittima e ovviare al passaggio davanti San Marco – commenta l’autorità portuale – Il Governo, anche su suggerimento del Senato, si è dato 120 giorni di tempo per valutare il Contorta Sant’Angelo o la sua alternativa. Se la decisione verrà presa entro questi termini, e non abbiamo motivo di dubitarne, la sentenza odierna verrà nei fatti positivamente superata dalla soluzione che metterà insieme la salvaguardia di San Marco e quella dell’eccellenza crocieristica veneziana”.

“IL PORTO FACCIA RISPETTARE LE DECISIONI DEL GOVERNO”

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Il sindaco Giorgio Orsoni non può che accogliere come una cattiva notizia la decisione del Tar.
Lui che aveva tuonato contro la mancanza di poteri in mano all’amministrazione cittadina in materia: “Il Porto deve imporre al suo concessionario – commenta con disappunto – quello che dice il governo. E io confido che il governo mantenga l’impegno preso. Sapevamo che l’ordinanza della Capitaneria di Porto fosse illegittima, tanto è vero che anche il Comune ha proposto un ricorso avverso lo stesso atto, e ci aspettavamo quindi un pronunciamento di questo genere – continua il primo cittadino – Siamo fiduciosi che la volontà del Governo sarà rispettata, e con questa il suo impegno affinché le navi non compatibili siano allontanate dal Bacino di San Marco. Auspico che questo impegno e questa volontà, che sono anche quelle della città, siano ribaditi ponendo rimedio, ove necessario, ai vizi rilevati dal giudice amministrativo, al fine di raggiungere l’obiettivo ampiamente condiviso anche a livello internazionale. È ferma intenzione del Comune di Venezia tutelare la laguna con determinazione. Non siamo disponibili a delegare a nessuno la difesa degli interessi primari dei cittadini. Così come riteniamo che gli organi dello Stato non possano delegare ai propri concessionari l’attuazione di politiche condivise a livello di governo nazionale, e debbano adempiere puntualmente alla volontà espressa all’unanimità dal Senato“.

SODDISFAZIONE DI VTP

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Questa decisione conferma la validità delle tesi da sempre sostenute dall’azienda circa l’inesistenza di pericolosità o di danni dovuti alla circolazione della navi in laguna – commenta Venezia Terminal Passeggeri – Il Tar, evidentemente senza farsi influenzare dalle inconsistenti argomentazioni dei circoli del ‘No’ o dalle ragioni di tipo emozionale, dichiara l’assoluta carenza di motivazione e di istruttoria, sia per il provvedimento della capitaneria di porto che della decreto del ministero delle Infrastrutture. Il Tar – continua in una nota Vtp – conferma inoltre che le misure impugnate sono in contrasto con il principio di gradualità stabilito dal Decreto Clini Passera, che prevede l’interdizione del traffico dall’effettiva disponibilità di una via alternativa, consentendo la continuità della nostra attività. Dalla decisione emerge peraltro l’urgenza di una decisione politica – conclude – dato che l’incertezza prodotta dai provvedimenti impugnati ha già creato un danno per il quale da tempo Vtp chiede rimedio, unitamente alla totalità delle rappresentanze imprenditoriali e sindacali, che se perdurasse, potrebbe pregiudicare per lungo tempo l’intera crocieristica nazionale. Si auspica che venga convocato al più presto un tavolo tecnico cui venga chiamata a far parte anche Vtp, per una soluzione ragionevole e rapida, che possa salvaguardare la crocieristica a Venezia“.

IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA MATTEO ZOPPAS

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La decisione del Tar di accogliere la richiesta di sospensiva alle limitazioni è un primo segnale positivo del fatto che i fattori economici e occupazionali – finora sottovalutati – siano diventati parte integrante di ogni valutazione in tema di Grandi Navi – dichiara il leader degli industriali veneziano – E’ un primo passo di una battaglia ancora lunga che, come abbiamo già dimostrato, categorie e parti sociali vogliono combattere insieme. Spero che la nostra voce in difesa del lavoro venga ascoltata sia dal nuovo governo che dalle autorità locali. E’ infatti nelle loro mani la responsabilità di decidere sulla migliore soluzione alternativa, che sia in grado di tutelare sia l’alto livello qualitativo raggiunto dalle imprese del settore sia i posti di lavoro che una scelta sbagliata potrebbe invece mettere a rischio“.

Fonte: veneziatoday.it

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