Rapisce e tenta di gettare fuoribordo una crocierista: arrestato dall’FBI attendente di cabina HAL


Un attendente di cabina ha confessato di aver rapito e provato a lanciare fuoribordo dalla sua cabina con balcone un’ospite il giorno di San Valentino: l’assalitore ha confermato alle autorità federali che si è trattato di una vendetta per un’offesa verbale subita.

La vittima ha raccontato all’FBI che il suo assalitore è apparso all’improvviso nella cabina buia nel mezzo della notte, rapendola, picchiandola, prendendola a pugni, tentando di strangolarla e provando anche a buttarla fuoribordo dal balcone della sua stanza , in modo che cadesse nell’oceano nel pieno di acque internazionali, appena fuori dalla costa di Roatan, in Honduras.

L’episodio increscioso è avvenuto a bordo della MS Nieuw Amsterdam, partita da Port Everglades il 9 di Febbraio.

HAL-Nieuw-Amsterdam

L’attendente, Ketut Pujayasa, 28 anni, è stato tratto in arresto subito a bordo della nave e poi consegnato all’FBI quando la nave ha attraccato a Port Everglades domenica scorsa.

La donna, 30 anni, di cui non è stato reso noto il nonme a causa della natura del reato, si sa solo che è americana, racconta che ha anche perso coscienza durante l’efferato attacco ma si è strenuamente battuta con tutte le sue forze per resistere all’assalitore.

Pujayasa, un cittadino indonesiano che lavorava come attendente di cabina, ha invece riferito che voleva punire la donna in quanto la stessa avrebbe insultato lui e la sua famiglia.

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Pujayasa, che lavora per Holland America Line, riferisce che ha portato la colazione in cabina alla signora, di mercoledì; dopo aver bussato tre volte alla porta della cabina avrebbe sentito una voce femminile esclamare ” Aspetta un minuto figlio di…!”.

“Pujayasa ha poi continuato a dire che essere apostrofato “figlio di..” era offensivo sia verso di lui che verso la sua famiglia e per questo motivo è rimasto di malumore tutto il giorno, rimuginando sull’offesa ricevuta” ha riferito l’agente FBI David Nunez che ha condotto il suo interrogatorio.

Nello stesso pomeriggio Pujayasa tornò indietro nella cabina della donna e bussò alla sua porta non ottenendo però risposta.

A questo punto l’attendente si dirige al ponte 9 Lido Deck per cercare di localizzare la passeggera che l’aveva insultato la mattina, ma appena si trova sul ponte si accorge che è impossibile e pericoloso far qualcosa in mezzo a tanta gente e quindi desiste dal tentativo.

Allora rientra nella stanza della passeggera, usando la sua chiave di servizio, e decide di aspettarla lì, nascondendosi nell’ombra della notte nel balcone, seduto in una sdraio.

Appena la donna entra in cabina lui riferisce di aver immediatamente messo le mani addosso alla passeggera, di averla riempita di botte e di pugni, colpendola anche con un laptop portatile trovato in cabina e una piastra per capelli colpendo più e più volte, e utilizzando il filo della stessa piastra per cercare di strangolarla e nel frattempo spostando la lotta nel balcone dove ha tentato di buttarla fuoribordo, approfittando del fatto che erano nel mezzo della notte, che trovare un passeggero fuoribordo di notte sia praticamente impossibile e sperando sul fatto di averla talmente colpita da “ucciderla”.

La donna però ha lottato strenuamente , nonostante i forti colpi subiti, ed è riuscita a colpire i genitali dell’assalitore e ferendoli con un cavatappi che è riuscita ad agguantare al volo durante la lotta.

Realizzando che non riusciva ad azzittire la vittima, Pujayasa ha raccontato agli investigatori che ha provato in tutti i modi di buttarla fuoribordo, fortunatamente senza riuscirsi.E per fortuna della donna il suo vicino di cabina ha bussato insistentemente alla porta della sua cabina, facendo alla fine desistere l’assalitore.

A quasto punto lui è riuscito a scappare a gambe levate passando da balcone a balcone fino a che non è riuscito a trovare una porta aperta e sebbene la cabina fosse occupata, è riuscito a fuggire.Quando è rientrato nella sua cabina ha raccomandato ai suoi compagni di chiamare la sicurezza della nave perchè aveva ucciso una persona.

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Pujayasa a questo punto è stato tratto in arresto dalla sicurezza della nave, secondo il regolamento della Compagnia di bandiera, fino a quando la nave non ha raggiunto Port Everglades, venendo istantaneamente licenziato.

Gli agenti a terra hanno comunque accertato la sua identità dalle foto mostrate alla vittima e dai filmati dalle telecamere di sicurezza a bordo e dalle telecamere che monitorano i balconi.

La donna, ha avuto bisogno di cure specialistiche e perciò è stato deciso il suo trasbordo via aerea sino ad un ospedale nel sud della Florida, appena la nave ha attraccato in Honduras.

Holland America ha naturalmente immediatamente allertato la famiglia che è stata assistita anche nei viaggi aerei sino al raggiungimento in ospedale della vittima.

La donna ha invece riferito, a differenza dell’assalitore, che l’attacco è cominciato non subito, dato che si è potuta cambiare per la notte, indossando un top e un pantaloncino e che ha fatto anche in tempo a mettersi sotto le coperte spegnendo la luce: a quel punto e solo a quel punto l’attendente si è scagliato con violenza contro di lei, colpendola ripetutamente in ogni modo, compresi i pugni, e poi si è sentita stringere il collo con il filo della sua piastra per capelli, cercando di resistere in ogni maniera possibile, sino a che non ha avuto la fortuna di riuscire ad afferrare il cavatappi con cui lo ha colpito ai genitali, anche se a quel punto l’uomo cercava di buttarla fuoribordo.

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Finchè non ha sentito finalmente bussare alla porta e l’assalitore è scomparso fuggendo dal balcone: lei si è precipitata alla porta chiedendo aiuto al suo salvatore che le ha prestato le prime cure e ha immediatamente allertato la sicurezza della nave.L’uomo ha raccontato che la donna è uscita come un fulmine dalla porta indossando solo il topo, senza il pantaloncino e che lo stesso top era pieno di sangue.
Inoltre ha notato che intorno al collo aveva il filo della piastra dei capelli: la donna, pensando di essere in fin di vita, ha pregato l’uomo di riferire ai propri parenti che li amava.

La Compagnia si è detta scioccata da quanto accaduto: nel momento in cui si assume il personale, si fanno una serie di ricerche proprio per evitare personale che abbia avuto in passato problemi con la giustizia, specie per abusi sessuali.Inoltre l’assalitore aveva un ottimo curriculum e ottime referenze.

Fonte: Sun Sentinel

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